INFORM - N. 200 - 27 ottobre 2010


IMMIGRAZIONE

Secondo il Rapporto Caritas/Migrantes 2010

L’Emilia-Romagna è la regione prima in Italia per studenti e residenti stranieri

 

BOLOGNA - Due volte al primo posto in Italia: per incidenza percentuale di alunni stranieri (13,5%, a fronte di una media nazionale del 7,5%) e dei residenti stranieri sulla popolazione totale (10,5%, mentre la media italiana è del 7%).

Ancora una volta il fenomeno migratorio conferma le sue caratteristiche di crescita e di stabilità in Emilia-Romagna dove, al 31 dicembre 2009, la stima della Caritas-Migrantes dei soggiornanti è di 515.794 persone, di cui circa la metà donne: l’11,7 % della popolazione complessiva.

Ma c’è un altro dato che conferma la stabilità, ed è quello della cittadinanza: nel 2009 in Emilia-Romagna 7200 cittadini stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana, che significa il 14,3% del totale nazionale (50.300) delle nuove cittadinanze. Infine, i bambini nati da madre straniera lo scorso anno sono stati 11.107, pari al 28% del totale dei nati.

 “L’immigrazione è strutturale, c’è già” - ha ribadito l’assessore regionale alle politiche sociali e immigrazione Teresa Marzocchi che, insieme a Pietro Pinto (Comitato scientifico Dossier Caritas/Migrantes), Gianmarco Marzocchini (delegato regionale Caritas) e Massimo Ferrante (Cna Bologna), ha presentato a Bologna il Dossier. “Per questo – ha aggiunto – non hanno senso dibattiti del tipo ‘sì all’immigrazione’, ‘no all’immigrazione’. Sì invece ai confronti e ai dibattiti su come operare per migliorare sempre più l’integrazione e il dialogo”. Negativo il parere sull’Accordo per l’integrazione predisposto dal governo: “Intanto non è finanziato – ha sottolineato l’assessore – , e quindi sono parole senza soldi; e poi è disincentivante rispetto all’accoglienza”.

Parlando dell’apporto fiscale, contributivo e dei consumi degli stranieri, l’assessore ha ribadito come in Emilia-Romagna il 5% delle pensioni sia pagato da cittadini immigrati. Per il prossimo anno la Regione si impegnerà in particolare – ha aggiunto Marzocchi – “per favorire l’apprendimento della lingua italiana, con particolare attenzione alle donne  altro settore di grande importanza sono le politiche giovanili per le seconde generazioni, con la rete di raccordo delle realtà associative. Ricordo che l’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia ad aver aperto il servizio civile regionale ai giovani stranieri: è uno strumento davvero importante di conoscenza reciproca e di integrazione”. (Inform)


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