LIBRI
I viaggi e le memorie di Emilio Rosetti
Giulia Torri, giovane ricercatrice e studiosa
bresciana residente a Roma, ha raccolto in un libro la storia della vita di
Emilio Rosetti, ingegnere e grande viaggiatore dell’800, che tra l’altro fondò
la facoltà di ingegneria di Buenos Aires
ROMA - In un’epoca in cui la globalizzazione era ancora lontana, Emilio Rosetti amava viaggiare con tutti i mezzi consentiti nella seconda metà dell’Ottocento, dal mulo al transatlantico, per cogliere caratteristiche e diversità di Paesi e popolazioni. In totale quattrocentottantamila chilometri percorsi e raccontati el libro “I viaggi e le memorie di Emilio Rosetti. Società, luoghi e tecniche del XIX secolo”, Edizioni Polistampa, elaborato, integrato e commentato dalla ricercatrice Giulia Torri, dottore in conservazione dei Beni culturali.
Alla scoperta del nuovo e del diverso
Emilio Rosetti, attraverso i suoi diari, conduce il lettore a spasso per il mondo (nel volume, oltre all’America Latina, Patagonia compresa, visita Italia, Francia, Egitto, Grecia, Costantinopoli e Nord Europa). Evita sempre gli itinerari scontati, ed esprime l’entusiasmo di scoprire il nuovo ed il diverso in un periodo in cui anche l’Italia, nelle sue opportunità pre- e post- unitarie, sperimentava il senso della molteplicità al proprio interno in formazione.
“Cervello in fuga”
dell’Ottocento, l’ingegnere di Forlimpopoli nasce nel 1839. Lo stesso anno dell’inaugurazione
della prima ferrovia italiana. Per un “viaggiatore scientifico” amante dell’altrove
come lui, un segno inequivocabile del destino… Laureatosi a Torino in ingegneria
civile con una tesi, appunto, sulla locomotiva, il giovane Rosetti viene presto
reclutato, insieme ad altri scienziati europei, per fondare le facoltà dell’Università
di Buenos Aires e per “sviluppare tradizioni culturali e scientifiche in un
Paese ancora da costruire”. E infatti Emilio Rosetti è oggi più conosciuto in
Argentina che in Italia (
Giulia Torri ha
articolato il testo in modo da rendere possibili tre livelli di lettura: le
memorie di Rosetti, scritte con uno stile arguto e leggero da cui affiora, prepotente,
il suo carattere di persona curiosa, cosmopolita ed entusiasta del progresso;
le note curate dalla ricercatrice, che ci fanno penetrare nel clima dell’epoca;
e le antiche cartoline (anche queste frutto di lunghe ricerche), che accompagnano
le parole del racconto, illustrandole per noi, inguaribili fruitori d’immagini.
Un libro insomma per tutti, perché leggibile in più chiavi e su più registri,
in grado di distogliere, stupire, istruire e, perché no, anche divertire. (In
rete con l’Italia*/
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Bimestrale a cura della Direzione generale per gli Italiani all’estero e le
Politiche migratorie del MAE