INFORM - N. 198 - 25 ottobre 2010


EDITORIA

 

Una nota di Rapanà (Cgie) sulla Fusie e il diritto alla corretta informazione degli italiani all’estero

 

“Necessari più contributi ma anche maggiore trasparenza e nuovi criteri di attribuzione dei fondi pubblici”

 

 

MONTREAL – Giovanni Rapanà, consigliere del CGIE componente della Commissione informazione, interviene sulla nota inviata nei giorni scorsi dalla Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero (v. Inform del 21 ottobre, http://www.mclink.it/com/inform/art/10n19601.htm) in materia di iniziative volte a difendere la libertà di stampa e il diritto alla corretta informazione degli italiani all’estero.

“Forse vale la pena ricordare che la questione della stampa italiana all’estero è stata da sempre oggetto di dibattito in tutte le istanze istituzionali degli italiani all’Estero: Comites, CGIE, Ministero, presidenza del Consiglio. Ogni volta – scrive Rapanà - si è dibattuto sulla questione dei contributi, sempre più scarsi e dei controlli della tiratura delle testate, a ben vedere mai esistiti. Dato che la Fusie ha sempre partecipato a questi dibattiti credevo che, con tutto quello che è emerso negli ultimi anni e che sta emergendo in questi giorni, avesse finalmente maturato la consapevolezza che i tempi sono cambiati  e che bisogna adeguare anche il modo di proporsi come organo di riferimento della Stampa italiana all’estero, chiedendo certamente più contributi, ma anche nuovi sistemi di controllo delle tirature,  maggiore trasparenza e nuovi criteri di attribuzione dei fondi pubblici”.

Rapanà definisce la nota della Fusie  “amletica e tautologica” da meritarsi di essere accostata al concetto di “convergenze parallele” che alcuni politici italiani usavano negli anni settanta”. “Mi domando come può la Fusie - conclude Rapanà - dare una visione oggettiva della realtà italiana nel mondo ed essere oggettiva nell’informazione, se alla fine esprime gli interessi soggettivi di una corporazione, dei suoi iscritti”. (Inform)

 


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