EDITORIA
Una nota di Rapanà
(Cgie) sulla Fusie e il
diritto alla corretta informazione degli italiani all’estero
“Necessari più contributi ma anche maggiore
trasparenza e nuovi criteri di attribuzione dei fondi pubblici”
MONTREAL – Giovanni Rapanà, consigliere
del CGIE componente della Commissione informazione, interviene sulla nota inviata
nei giorni scorsi dalla Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero
(v. Inform del 21 ottobre, http://www.mclink.it/com/
“Forse vale la pena ricordare che la questione della stampa italiana all’estero è stata da sempre oggetto di dibattito in tutte le istanze istituzionali degli italiani all’Estero: Comites, CGIE, Ministero, presidenza del Consiglio. Ogni volta – scrive Rapanà - si è dibattuto sulla questione dei contributi, sempre più scarsi e dei controlli della tiratura delle testate, a ben vedere mai esistiti. Dato che la Fusie ha sempre partecipato a questi dibattiti credevo che, con tutto quello che è emerso negli ultimi anni e che sta emergendo in questi giorni, avesse finalmente maturato la consapevolezza che i tempi sono cambiati e che bisogna adeguare anche il modo di proporsi come organo di riferimento della Stampa italiana all’estero, chiedendo certamente più contributi, ma anche nuovi sistemi di controllo delle tirature, maggiore trasparenza e nuovi criteri di attribuzione dei fondi pubblici”.
Rapanà definisce la nota della Fusie “amletica e tautologica” da meritarsi di essere accostata al concetto di “convergenze parallele” che alcuni politici italiani usavano negli anni settanta”. “Mi domando come può la Fusie - conclude Rapanà - dare una visione oggettiva della realtà italiana nel mondo ed essere oggettiva nell’informazione, se alla fine esprime gli interessi soggettivi di una corporazione, dei suoi iscritti”. (Inform)