INFORM - N.197 - 22 ottobre 2010


SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

Organizzata dalla Fondazione Fopras

Esperienze di emigrazione interpretate in parole e musica: conferenza a Basilea dell’autore italo svizzero Franco Supino

 

BASILEA - Cultura. Lingua. Due parole unite in modo stretto, l’una strumento dell’altra che si ritrovano nelle manifestazioni che si sono svolte a Basilea nell’ambito della Settimana della lingua italiana 2010 che va dal 18 al 23 ottobre. In particolare lunedì 18 ottobre è stato Franco Supino ad allietare i molti presenti in aula dell’Università di Basilea. Franco Supino è uno dei più noti autori svizzeri contemporanei. Nato a Soletta nel 1965, figlio di emigrati italiani, ha studiato germanistica e lingue romanze a Zurigo e Firenze. Nel 1995 ha pubblicato il suo primo romanzo, intitolato “Musica leggera”, ambientato in una piccola cittadina svizzera ai piedi del Giura negli anni ’70 e ’80 e racconta la ricerca di identità di un giovane di seconda generazione. Anche nei suoi romanzi seguenti, sempre in lingue tedesca, “Die Schöne der Welt” (1997) e “Ciao amore, ciao” (2004) Supino ha tematizzato l’integrazione degli la comunità italiana.

La conferenza del 18 ottobre, intitolata “Die Welt der italienischen Migrantenkinder”, è stata interamente dedicata alla sua prima opera. La serata si è articolata in due fasi distinte: la lettura del romanzo “Musica Leggera” intervallata dall’ascolto di canzoni di autori italiani, Modugno, Bennato, e Conte gli autori ascoltati, e le domande con scambio di impressioni presenti e passate sul fenomeno dell’integrazione vissuto dalla comunità italiana.

La prima parte è stata contraddistinta dalla dicotomia tra la lettura del romanzo in tedesco e la musica in italiano, dicotomia che emerge anche all’interno del racconto. Lo scrivere in lingua tedesca è infatti talvolta spezzato da singole parole o interi periodi in italiano.

Nella seconda parte invece tante sono state le domande sul bisogno che ha spinto l’autore a scrivere proprio “quel romanzo”. E forte è stata la simpatia tra pubblico e autore; molti dei presenti hanno, infatti, manifestato non solo una condivisione di stati d’animo, ma anche la volontà di utilizzare il libro per concretizzare le proprie esperienze passate e trasmetterle ai loro figli o nipoti.

La serata si è conclusa con una riflessione fatta dallo stesso Supino sulla lingua, che si forma attraverso le esperienze di vita, e che diventa strumento necessario per raccontare in modo efficace quelle stesse esperienze: “Alcuni autori hanno provato a raccontare l’emigrazione italiana in Svizzera senza averla vissuta, ma con scarso successo: non avevano la lingua per poterlo fare”. La conferenza è stata pensata in tedesco fatta in italiano e completata con interessanti inserti in Schweizerdeutsch. Poco importante davvero: la Cultura, quella vera, non si fa certo fermare dalle barriere linguistiche. (Stefano Biondini*/Inform)

*Fondazione Fopras www.fopras.ch

 

 


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