FESTIVAL DELLA DIPLOMAZIA
La diplomazia nei teatri di crisi
ROMA - Uno degli aspetti meno esplorati e forse meno conosciuti della funzione diplomatica riguarda il ruolo che essa svolge nelle situazioni di crisi. Questo tema è al centro di un seminario dal titolo “Diplomazia: crisi e conflitti”, in programma oggi pomeriggio a Roma in Campidoglio, nell’aula Pietro da Cortona, all’interno di “Diplomacy”, il Festival della diplomazia: un'iniziativa sviluppata con il contributo del MAE e che gode del patrocinio del Comune di Roma, della presidenza del Consiglio e della Commissione Europea.
E’ infatti proprio
nelle situazioni critiche (conflitti, operazioni di peace-keeping e peace-building,
tensioni “identitarie”, instabilità socio-economica e finanziaria) che la diplomazia,
intesa come metodo e strumento per la composizione delle controversie e più
in generale per la ricerca della pace, rivela il suo valore aggiunto. E’ anche
un’occasione per affrontare la questione della “crisi” della diplomazia, nel
senso della riconsiderazione della sua funzione nel mondo globale. Già Hans
Morgenthau nel 1948 scriveva di un “declino della diplomazia” che sarebbe iniziato
subito dopo
In realtà - osserva
Il seminario sulla “diplomazia di crisi” si propone di approfondire questi aspetti legati ai cambiamenti di ruolo della funzione diplomatica, proponendo in particolare una “lettura” in presa diretta delle esperienze maturate da diplomatici italiani di alto livello proprio in contesti difficili e talvolta drammatici.
La prima edizione
del Festival della diplomazia si conclude il 24 ottobre: è un viaggio attraverso
i diversi stili nazionali di condurre la politica internazionale, le più significative
iniziative diplomatiche, le forze e gli interessi che hanno unito e separato
le nazioni. Fra ideologie, valori e convinzioni etiche, isolazionismo e interdipendenza,
equilibrio delle forze e politica di potenza. L’obiettivo è far conoscere, comunicare
e avvicinare l'immagine del nuovo diplomatico, far capire ai giovani che non
è più l'epoca dei luoghi comuni secondo i quali diventavi una feluca solo se
avevi due cognomi o se ereditavi il titolo in famiglia. (