INFORM - N. 197 - 22 ottobre 2010


FESTIVAL DELLA DIPLOMAZIA

La diplomazia nei teatri di crisi

 

ROMA - Uno degli aspetti meno esplorati e forse meno conosciuti della funzione diplomatica riguarda il ruolo che essa svolge nelle situazioni di crisi. Questo tema è al centro di un seminario dal titolo “Diplomazia: crisi e conflitti”, in programma oggi pomeriggio a Roma in Campidoglio, nell’aula Pietro da Cortona, all’interno di “Diplomacy”, il Festival della diplomazia: un'iniziativa sviluppata con il contributo del MAE e che gode del patrocinio del Comune di Roma, della presidenza del Consiglio e della Commissione Europea.

E’ infatti proprio nelle situazioni critiche (conflitti, operazioni di peace-keeping e peace-building, tensioni “identitarie”, instabilità socio-economica e finanziaria) che la diplomazia, intesa come metodo e strumento per la composizione delle controversie e più in generale per la ricerca della pace, rivela il suo valore aggiunto. E’ anche un’occasione per affrontare la questione della “crisi” della diplomazia, nel senso della riconsiderazione della sua funzione nel mondo globale. Già Hans Morgenthau nel 1948 scriveva di un “declino della diplomazia” che sarebbe iniziato subito dopo la Prima Guerra Mondiale, e che si manifesterebbe in una sua “perdita di vitalità”.

In realtà - osserva la Farnesina - oggi si potrebbe parlare di una “rivitalizzazione” della diplomazia, specie nei termini della necessità di costruire le condizioni per la “pace preventiva” e in relazione alla necessità per i Governi di contare su analisti politici ed economici “di prima linea” in grado di offrire il proprio contributo per “decifrare” gli aspetti spesso contraddittori della globalizzazione e identificare i nodi irrisolti che sono alla base delle situazioni di crisi.

Il seminario sulla “diplomazia di crisi” si propone di approfondire questi aspetti legati ai cambiamenti di ruolo della funzione diplomatica, proponendo in particolare una “lettura” in presa diretta delle esperienze maturate da diplomatici italiani di alto livello proprio in contesti difficili e talvolta drammatici.

La prima edizione del Festival della diplomazia si conclude il 24 ottobre: è un viaggio attraverso i diversi stili nazionali di condurre la politica internazionale, le più significative iniziative diplomatiche, le forze e gli interessi che hanno unito e separato le nazioni. Fra ideologie, valori e convinzioni etiche, isolazionismo e interdipendenza, equilibrio delle forze e politica di potenza. L’obiettivo è far conoscere, comunicare e avvicinare l'immagine del nuovo diplomatico, far capire ai giovani che non è più l'epoca dei luoghi comuni secondo i quali diventavi una feluca solo se avevi due cognomi o se ereditavi il titolo in famiglia. (Inform)


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