INFORM - N. 197 - 22 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Franco Narducci (Pd) sulla Legge finanziaria 2011

“Inaccettabile l’ulteriore ridimensionamento del Ministero degli Affari esteri e degli interventi per le comunità italiane emigrate”

 

ROMA - ”Previsioni a tinte fosche per il ministero degli Affari Esteri” è quello che emerge secondo Franco Narducci (Pd) da un primo esame del Bilancio di previsione dello Stato (legge finanziaria) per l’anno 2011 e per il triennio 2011-2013 in Commissione Esteri di cui Narducci è vice presidente.

Infatti, precisa il parlamentare eletto all’estero, “vi sarà una ulteriore riduzione dello spazio di manovra del ministero degli Affari Esteri e in definitiva della politica estera del nostro Paese. Il ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti conferma, dunque, ancora una volta la sua “avversione” per il MAE e per i relativo bilancio”.

 “La finanziaria 2011 – afferma Narducci - riduce al lumicino la cooperazione allo sviluppo: la legge finanziaria taglia altri 150 milioni agli interventi a favore dei disperati, nonostante gli impegni assunti dal capo del Governo e dal ministro Frattini in occasione del suo tour nelle capitali africane.

 Nell’arco di tre anni la cooperazione allo sviluppo – che tuttavia il Governo continua a considerare “uno degli assi portanti della politica estera italiana” – passerà dalla disponibilità di 910 milioni che aveva nel 2008 (Governo Prodi) a 240 milioni di euro su cui potrà contare nel 2011, nonostante le parole solenni pronunciate dai nostri rappresentanti soltanto un mese fa all’Assemblea generale dell’ONU, a New York, in merito al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio”.

Inoltre, “la Direzione generale Italiani all’estero e Politiche migratorie  – prosegue Narducci - subisce un ulteriore taglio - ma si sta raschiando il fondo del barile - di 14 milioni di euro per cui nel 2011 avrà una disponibilità di soli 59 milioni di euro a fronte di 131 milioni stanziati nel 2008. Anziché colpire gli sprechi veri - come ad esempio le milionarie sanzioni comminate dall’Unione Europea per le nostre inadempienze o gli interessi di mora che paghiamo per i nostri ritardi - il Governo attua una politica di tagli lineari che mette in pericolo persino le sedi consolari di nostra proprietà per le quali non è più possibile la messa in sicurezza e la manutenzione minima”. (Inform)


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