RASSEGNA STAMPA
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Nazione-Carlino-Giorno intervista al ministro degli Affari Esteri
Caso Franceschi, si muove Frattini «E ora
Parigi ci dica la verità»
VIAREGGIO - Ministro
Frattini, che idea si è fatto sulla vicenda di Daniele Franceschi?
«Mi sono fatto l'idea che sulle modalità della sua morte ci siano molte cose da chiarire. Molte».
Sulle
ultime ore di Daniele sta indagando un magistrato francese...
«Il fatto che stia indagando un procuratore della Repubblica in maniera del tutto autonoma rispetto all'inchiesta fatta dalle autorità carcerarie la dice lunga su ciò».
L'inchiesta
del carcere non la convince?
«Lascia troppi punti oscuri. Stiamo incoraggiando la magistratura ad andare avanti».
Teme
che sia stato occultato qualcosa?
«Ci sono troppe domande senza ancora una risposta».
Quali
sono?
«Perché, ad esempio, il corpo di Daniele è stato tenuto a una temperatura tale da ridurre il corpo in condizioni miserevoli quando era noto che ci sarebbe stata una seconda autopsia in Italia? In Francia non ci sono celle frigo? E' chiaro a tutti come un'autopsia dipenda dallo stato di conservazione di un corpo. Non solo: dagli elementi a noi noti è chiaro che il ragazzo ha avuto il naso spaccato. La prima autopsia fatta dal carcere sosteneva invece che non c'erano fratture. Poi la versione è cambiata. Ora si sostiene che il ragazzo è caduto a terra evidentemente a faccia in avanti».
Un cambio
di versione che in Italia non ha convinto nessuno...
«Un cambio di versione che quantomeno è di per se un elemento ulteriore di dubbio. Anche su ciò dovrà essere l'autopsia a dire se la frattura è stata causata da un corpo contundente o da una caduta».
Sembra
non convincere proprio niente in tutta questa vicenda...
«No. E non convince neppure la risposta che il ragazzo è morto di infarto. Possibile che in un carcere non ci sia un defibrillatore? E se davvero c'erano sintomi di infarto, l'hanno lasciato morire? L'eventuale malore non è avvenuto in una foresta sperduta...».
Ieri
lei ha voluto incontrare la madre di Daniele. Cosa le ha detto?
«La signora Franceschi condivide ciò che le ho detto. Sa che ci sono troppi punti che non tornano. Aspetta anche lei l'autopsia e il colloquio che avrà agli inizi di novembre col giudice istruttore francese».
Un appuntamento
importante
«Al giudice la signora vuol parlare delle lettere scritte dal carcere di Daniele e di un altro fatto sorprendente».
Quale?
«Il fatto che alla famiglia non siano stati restituiti gli abiti e il diario del ragazzo. Mi sembra normale che gli effetti personali dovrebbero essere restituiti»
Il governo
italiano starà a fianco della signora Franceschi nella sua ricerca della verità?
«Noi abbiamo già aiutato la signora fin qui, mettendo anche a disposizione un aereo per il rientro della salma. Continueremo o farlo fino a quando la verità non sarà accertata».
La verità:
dovesse fare una previsione, la conosceremo mai?
«Io credo che
con questa vicenda sia in gioco un importante principio in un paese democratico
e fratello dell'Italia qual è