CAMERA DEI
DEPUTATI
Gino Bucchino (Pd) presenta
una nuova proposta di legge “per obbligare l’Inps alle rilevazioni annuali dei
redditi ed evitare gli indebiti”
ROMA - Nuova proposta di legge dell’on. Gino Bucchino (Pd) per migliorare la tutela dei diritti socio-previdenziali
degli italiani all’estero.
Il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero vuole
“risolvere alla fonte il problema degli indebiti pensionistici” e presenta una
norma che, spiega, “obbligherebbe l’Inps a effettuare annualmente le rilevazioni
dei redditi dei nostri connazionali pensionati”.
Dopo aver presentato dalla ripresa dei lavori di settembre
della Camera dei deputati “tutta una serie di proposte relative all’esclusione
dei residenti all’estero dall’innalzamento dell’età pensionabile, contro l’espropriazione
forzata delle case possedute in Italia, in materia di garanzia del trattamento
minimo, proposte che si sono associate a quelle sulla sanatoria degli indebiti
pensionistici, all’esclusione dall’ICI e dalla Tarsu,
al riacquisto della cittadinanza”), l’on. Bucchino
“prova di nuovo a sensibilizzare Parlamento e Governo su questioni e problemi
concreti e urgenti”. “L'ordinamento pensionistico italiano – ricorda Bucchino
- prevede la concessione sia di prestazioni a carattere assistenziale sia di
benefici economici sui trattamenti pensionistici il cui riconoscimento è subordinato
all'importo dei redditi del titolare della prestazione, del coniuge e, in alcuni
casi, anche dei figli. L’articolo 13 della legge n. 412 del 1991 dispone che
l’Inps debba effettuare la verifica annuale delle situazioni reddituali dei
pensionati. Tale norma tuttavia non specifica esplicitamente che le rilevazioni
annuali debbano essere effettuate anche all’estero.
La proposta di legge del parlamentare eletto nella ripartizione
Nord e Centro America prevede che “sia introdotta la sistematizzazione della
cadenza annuale anche per i pensionati italiani residenti all’estero ai fini
dell’erogazione delle prestazioni pensionistiche legate ai limiti di reddito”.
L’intervento prospettato “eliminerebbe così alla fonte
le cause che provocano l’insorgere delle situazioni debitorie che da anni stanno
affliggendo i nostri connazionali residenti all’estero”. “Di norma si tratta
infatti – ricorda il deputato - di indebiti che si sono costituiti a causa dei
ritardi con cui l’Istituto ha acquisito le informazioni reddituali dei pensionati
residenti all’estero e ha effettuato la ricostituzione delle prestazioni legate
al reddito (trattamento minimo, maggiorazioni sociali, prestazioni familiari).
I ritardi dell’INPS – prosegue Bucchino
- sono appunto la conseguenza della farraginosità e della sporadicità
con cui vengono effettuati gli accertamenti reddituali dei pensionati residenti
all’estero che fino a quest’anno non hanno mai avuto una cadenza annuale.(l’ultima
rilevazione cumulativa per gli anni 2006, 2007 e 2008 è stata elaborata nell’anno
in corso) e del complicato iter procedurale che queste rilevazioni comportano.
Gli importi da restituire variano da poche centinaia a migliaia di euro: l’impatto
economico, umano e psicologico sui pensionati residenti all’estero i quali ricevono
le lettere di recupero da parte dell’INPS è devastante, considerate non solo
le precarie condizioni economiche degli interessati (aventi diritto a prestazioni
legate al basso reddito) ma soprattutto la loro totale buona fede che normalmente
esclude la presenza di dolo”. “Nelle precedenti e nella attuale legislatura
sono state presentate proposte di legge di sanatoria degli indebiti pensionistici
dei residenti all’estero, ma finora senza esito” commenta Bucchino
sottolineando che la sua nuova proposta di legge “da una parte intende equiparare
i pensionati residenti in Italia ai pensionati residenti all’estero in materia
di frequenza delle rilevazioni reddituali e dall’altra mira a eliminare alla
fonte l’annoso problema della costituzione degli indebiti a carico dei pensionati
residenti all’estero”. La proposta di legge modifica il comma 2 dell’articolo
13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412. (