INFORM - N.195 - 20 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Usa: al padre del microprocessore Federico Faggin il presidente Obama conferisce la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione

Soddisfazione della Regione Veneto per il riconoscimento allo scienziato vicentino

 

WASHINGTON/VENEZIA – A Federico Faggin, ingegnere elettronico italiano naturalizzato americano e padre del primo  microprocessore (Intel 4004), il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha conferito la Medaglia Nazionale per la tecnologia e l’innovazione, il più alto onore Usa agli scienziati. Insigniti dell'onorificenza anche due colleghi di Faggin, i ricercatori Hoff e Mazor, che fanno parte del team Intel. La cerimonia si è svolta alla Casa Bianca   .

“Dall’Istituto tecnico industriale Rossi di Vicenza alla White House di Washington: per i geni tutto è possibile”. Roberto Ciambetti, vicentino come Faggin, assessore della Regione Veneto al bilancio commenta con soddisfazione il conferimento dell’importante riconoscimento  allo scienziato  “Questa medaglia sembra la lieta conclusione di una storia che inizia nella vecchia sede di una scuola a Santa Corona per arrivare al 1600 di Pennsylvania Avenue – prosegue Ciambetti –. IPad e laptop, l’universo delle nuove tecnologie, non ci sarebbe stato senza l’intuito di quest’uomo e io credo che l’onorificenza conferita da Obama a Faggin, assieme agli altri due suoi colleghi del team Intel, i ricercatori Hoff e Mazor, sia un giusto riconoscimento all’intelligenza e allo studio. La straordinaria parabola di questo scienziato è attestata da molteplici riconoscimenti, tra i quali questo sicuramente colpisce perché non giunge dal mondo accademico ma dalla presidenza di quella che è la prima potenza mondiale”.

“Da vicentino – continua l’assessore – non posso non essere contento, non posso non sottolineare che questa entusiasmante carriera sia iniziata all’Itis Rossi e con questo voglio dire ai tanti studenti vicentini di credere nello studio, credere nelle nostre scuole, credere nei  nostri insegnanti, ma soprattutto credere in sé stessi e non mollare mai. L’esempio di Faggin deve spingere noi tutti, l’intera classe dirigente, a contare sul nostro vivaio, sui nostri ‘talent scout’, cioè i nostri insegnanti”.

“Io credo siano molti i giovani ricercatori che frequentano le nostre scuole e le nostre università –conclude Ciambetti – e sottolineo la contraddizione di un sistema in cui noi non possiamo investire risorse vere in quest’ambito perché siamo costretti a trasferire dal Veneto fondi per sanare deficit altrui. Così il riconoscimento a Federico Faggin, da momento di legittimo orgoglio vicentino, diventa spunto di riflessione, amara ma necessaria. Del resto, come ha detto un ministro del governo, invece di spendere nelle bombe da mettere negli aerei in Afghanistan, molto, molto ma molto più importante e necessario investire nell’Università: meglio medaglie alla scienza che al valor militare”.(Inform) 

 

 


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