ITALIANI ALL’ESTERO
Usa: al padre del microprocessore Federico Faggin il presidente Obama conferisce
Soddisfazione della Regione Veneto per il riconoscimento
allo scienziato vicentino
WASHINGTON/VENEZIA – A Federico Faggin,
ingegnere elettronico italiano naturalizzato americano e padre del primo
microprocessore (Intel 4004), il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha
conferito
“Dall’Istituto tecnico industriale Rossi di Vicenza alla
White House di Washington: per i geni tutto è possibile”. Roberto Ciambetti, vicentino come Faggin,
assessore della Regione Veneto al bilancio commenta con soddisfazione il conferimento
dell’importante riconoscimento allo scienziato “Questa medaglia
sembra la lieta conclusione di una storia che inizia nella vecchia sede di una
scuola a Santa Corona per arrivare al 1600 di Pennsylvania Avenue – prosegue
Ciambetti –. IPad e laptop,
l’universo delle nuove tecnologie, non ci sarebbe stato senza l’intuito di quest’uomo
e io credo che l’onorificenza conferita da Obama a Faggin, assieme agli altri due suoi colleghi del team Intel,
i ricercatori Hoff e Mazor,
sia un giusto riconoscimento all’intelligenza e allo studio. La straordinaria
parabola di questo scienziato è attestata da molteplici riconoscimenti, tra
i quali questo sicuramente colpisce perché non giunge dal mondo accademico ma
dalla presidenza di quella che è la prima potenza mondiale”.
“Da vicentino – continua l’assessore – non posso non
essere contento, non posso non sottolineare che questa entusiasmante carriera
sia iniziata all’Itis Rossi e con questo voglio dire
ai tanti studenti vicentini di credere nello studio, credere nelle nostre scuole,
credere nei nostri insegnanti, ma soprattutto credere in sé stessi e non
mollare mai. L’esempio di Faggin deve spingere noi
tutti, l’intera classe dirigente, a contare sul nostro vivaio, sui nostri ‘talent
scout’, cioè i nostri insegnanti”.
“Io credo siano molti i giovani ricercatori che frequentano
le nostre scuole e le nostre università –conclude Ciambetti – e sottolineo la contraddizione di un sistema in
cui noi non possiamo investire risorse vere in quest’ambito perché siamo costretti
a trasferire dal Veneto fondi per sanare deficit altrui. Così il riconoscimento
a Federico Faggin, da momento di legittimo orgoglio
vicentino, diventa spunto di riflessione, amara ma necessaria. Del resto, come
ha detto un ministro del governo, invece di spendere nelle bombe da mettere
negli aerei in Afghanistan, molto, molto ma molto più importante e necessario
investire nell’Università: meglio medaglie alla scienza che al valor militare”.(