INFORM - N. 195 - 20 ottobre 2010


LIBRI

Dalla casa editrice Rubettino

“Italiani in Brasile: rotte migratorie e percorsi culturali”

Il volume, curato dai docenti Vittorio Cappelli e Alexandre Hecker, ricostruisce il contributo culturale della nostra comunità alla crescita della società brasiliana

 

CATANZARO – La presenza degli emigrati italiani in Brasile tra l’ottocento e il novecento si è concentrata nel cuore economico del paese, quello del caffè paulista e della frenetica civiltà urbana di S. Paolo. Ma quale è stato il ruolo svolto dagli italiani nelle sterminate periferie di questo enorme Paese-continente? A partire da Rio de Janeiro, la storica capitale del Brasile non più coloniale, essi si sono diramati da sud a nord, dal “gaúcho” Rio Grande do Sul alla Manaus del caucciù. Italiani che hanno lasciato un’impronta profonda nella civiltà urbana, nel giornalismo, nell’architettura, nelle arti visive, nella musica, nell’artigianato, nei mestieri più vari. Sono queste le tematiche a che vengono approfondite nel volume “Italiani in Brasile. Rotte migratorie e percorsi culturali”, curato da Vittorio Cappelli, docente di Storia contemporanea dell’Università della Calabria, e da Alexandre Hecker che insegna all’Università Statale Paulista e alla Università Mackenzie di S. Paulo.

Nel volume, appena pubblicato da Rubbettino (pagine 165, euro 12), sono confluiti i contributi di ricerca esposti nel convegno internazionale su “La presenza italiana in Brasile e la complessità di un grande paese emergente”, svoltosi il 27 gennaio 2010 all’Università della Calabria. In quella circostanza sono stati illustrati i lavori di studiosi italiani e brasiliani che da alcuni anni si confrontano sul tema dell’immigrazione italiana in Brasile, intesa come elemento non secondario dello sviluppo e delle contraddizioni di un Paese che non da ora ma da quasi due secoli si propone sulla scena internazionale con un ruolo non esattamente marginale.

Pantaleone Sergi, storico del giornalismo, nel suo saggio si è soffermato su “Funzioni pedagogiche, etniche e politiche della stampa italiana in Brasile” e Ana Lúcia Duarte Lanna si è occupata de “Gli italiani di Bexiga: calabresi a Sao Paulo, 1870-1930. Lorenzo Aristodemo, invece, ha trattato nel libro un tema singolare: “La Madonna divorata. La festa della Nossa Senhora Achiropita: un culto calabro-bizantino in Brasile”. Maria Izilda Santos de Matos ha tracciato il ritratto di “Un sambista italiano a São Paulo: Adoniran Barbosa, e Alexandre Hecker ha proposto  un originale studio su “Il mito di Garibaldi e gli italiani di São Paulo. Vittorio Cappelli, dal canto ha approfondito “La presenza italiana in Amazzonia e nel nord-est del Brasile tra Otto e Novecento”, mentre Pietro Fantozzi e Giorgio Marcello hanno raccontato alcune “Esperienze di radicamento e di cooperazione in Brasile. Il caso dei pré-vestibular comunitari”. “Questo volume – ha scritto Vittorio Cappelli nella sua presentazione – intende tracciare delle linee di ricerca, in qualche caso inedite, che dovranno essere sviluppate, sia in termini spaziali, dal sud gaúcho e paulista al nord-est e all’Amazzonia, che in termini tematici, dalla storia sociale alla storia culturale, dalle questioni politiche a quelle economiche, religiose e artistiche”. (Inform)


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