INFORM - N. 195 - 20 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

I parlamentari della circoscrizione Estero del Pd Bucchino, Fedi, Porta e Garavini sulla Finanziaria 2011

“Non è il momento di rassegnarsi ma di far valere le ragioni degli italiani all’estero come interessi dell’intero Paese”

 

ROMA – I deputati eletti per il Pd nella circoscrizione Estero Gino Bucchino, Marco Fedi, Laura Garavini e Fabio Porta commentano il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013, meglio noto come Finanziaria per il 2011, depositato dal governo alla Camera e appena pubblicato.

Un provvedimento che a detta degli esponenti Pd “assesta un altro colpo gravissimo agli italiani all’estero. Per gli italiani nel mondo e per le politiche migratorie si scende dai 73 milioni di quest’anno ai 59 del 2011, con una perdita secca di 14 milioni, equivalente al 20% in meno”.

Forte preoccupazione emerge anche in merito alla previsione triennale. “Nel 2012 si conferma la stessa cifra del 2011, ma considerando che essa, per legge, deve comprendere le spese per le elezioni dei Comites e del CGIE, di fatto comporterà un’ulteriore decurtazione del 12% - fanno sapere i parlamentari del Pd. - Nel 2013 si scenderà anche nominalmente a 52 milioni, con un nuovo taglio di un altro 12%”.

“Il governo di centrodestra su una sola cosa ha dimostrato di essere di parola verso gli italiani all’estero: i tagli. E’ da credere, dunque, - proseguono i deputati del Partito democratico - che la prospettiva sia ancora più fosca del presente. Allo stato non sappiamo ancora se nelle previsioni di quest’anno siano incluse le spese per il rinnovo di Comites e Cgie , perché se vi fossero, il taglio sulle politiche sarebbe non del 20% ma del 32%”.

“Un ulteriore colpo – prosegue la nota dei parlamentari – che segue quelli assestati negli ultimi anni. I fatti, ormai, parlano da soli”.

“La cosa più importante, a questo punto, è riunire tutte le forze e stringersi per far valere le ragioni degli italiani all’estero come ragioni generali, che attengono agli interessi del Paese e non a gruppi dispersi – affermano gli esponenti Pd, lamentando una “miopia lesiva per le prospettive dell’Italia. Non è il momento di rassegnarsi – concludono – né di gettare la spugna”. (Inform)


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