INFORM - N. 194 - 19 ottobre 2010


SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

All’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles tre appuntamenti con il cinema d’autore  

Da oggi al 21 ottobre la presentazione di alcuni lungometraggi siglati Avati, Winspeare e Lucchetti

 

BRUXELLES – Nell’ambito della X edizione della Settimana della lingua e cultura italiana nel mondo l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles promuove la proiezione in loco di tre pellicole di cinema italiano contemporaneo. La prima è la commedia  “Gli amici del bar Margherita” (2009) di Pupi Avati,  che verrà presentato oggi alle ore 19.

Il film narra la storia, ambientata a Bologna nel 1954, di  Taddeo (Pierpaolo Zizzi), un ragazzo di 18 anni, che sogna di diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, il giovane diventa l’autista personale di Al (Diego Abatantuono), l’uomo più carismatico e più misterioso del quartiere. Attraverso la sua protezione, Taddeo riuscirà ad essere testimone delle avventure di Bep (Neri Marcorè), innamorato della entraîneuse Marcella (Laura Chiatti); delle peripezie di Gian (Fabio De Luigi), aspirante cantante e vittima di uno scherzo atroce; delle follie di Manuelo (Luigi Lo Cascio), ladruncolo e sessuofobo; delle cattiverie di Zanchi (Claudio Botosso), l’inventore delle cravatte con l’elastico; delle stranezze di Sarti (Gianni Ippoliti), vestito giorno e notte nel suo smoking e campione di ballo. Per non parlare del contesto dove Taddeo vive con mamma (Katia Ricciarelli) circuita dal medico di famiglia e il nonno (Gianni Cavina) che perde invece la testa per una prosperosa maestra di pianoforte (Luisa Ranieri). Ma alla fine, Taddeo che tutti chiamavano “Coso” ce la farà ad essere considerato uno del Bar Margherita.

Domani, alle ore 19, sarà invece proiettato il film “Sotto il cielo azzurro” (2009) di Edoardo Winspeare. Celio Azzurro è una piccola scuola materna nel cuore di Roma e un grande modello per l’educazione dei più piccoli e il dialogo tra le culture. Il film racconta l’energia e la passione di un gruppo di maestri che lottano per la sua sopravvivenza nell’Italia di oggi. Celio Azzurro nasce nel 1990 da un gruppo di volontari come scuola multiculturale che accoglie i bimbi stranieri insieme a un piccolo gruppo di bambini italiani. I maestri del Celio Azzurro hanno formazione ed età molto diverse. Oltre ad essere per più della metà maschi (eccezione forse unica in Italia), essi sono convinti che con i bambini oltre alle teorie, quello che conta veramente è il fare. Per questo i maestri del Celio Azzurro si preoccupano di far emergere i loro sogni, ricordi, fantasie ed esperienze legate al proprio vissuto perché i bambini possano condividerli con altri. Senza forzature, tutti i mezzi sono validi, anche quelli classici come il disegno, il modellare, il gioco… Altri sono invece più originali, come ad esempio far partecipare a turno i genitori di ogni bambino ad una giornata scolastica. In quella occasione un padre o una madre condividono con tutti i compagni del loro bambino qualcosa che è legato al paese di provenienza: una favola tradizionale, un episodio avventuroso della propria infanzia o magari portano un giocattolo attorno al quale si costruisce una storia.

Sempre alle 19, ma di giovedì 21 ottobre, verrà proiettato il film di Daniele Lucchetti “Mio fratello è figlio unico” (2006). Il lungometraggio, ambientato tra Latina, Roma e Torino a cavallo degli anni ’60 e ’70’, narra la storia di due fratelli dominati da uno strano modo di volersi bene: a schiaffi, a spintoni, a pugni. Accio e Manrico sono diversi in tutto: uno fascista e l’altro comunista, uno moderato e l’altro estremista, uno chiuso nel bozzolo di un’ideologia che gli impedisce di vedere il mondo come è, l’altro disponibile ad ammorbidire la propria visione del mondo a favore di una vitalità totale. A renderli vicini è una sorta di ‘energia’ che li porta a battersi l’uno contro l’altro, un’energia che si chiama giovinezza, voglia di esistere, di essere considerati, di essere amati. I due fratelli, cresciuti in eterno conflitto, finiranno per riconoscersi simili solo nel finale, proprio quando si renderanno conto di essere radicalmente e  per sempre diversi l'uno dall'altro. E mentre si perdono ecco che si ritrovano, irriducibili, eppure, per la prima volta, davvero fratelli. Tutte le proiezioni, ospitate dall’IIC, sono ad ingresso libero. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.iicbruxelles.esteri.it . (Inform)

 


Vai a: