PATRONATI
Trentacinque anni dell’Ital-Uil
negli Stati Uniti
NEW YORK - Era il lontano 1975 quando l’Ital, il patronato della Uil, “sbarcò” negli Stati Uniti per
aprirvi la sua prima sede, accogliendo le forti sollecitazioni sia di gran parte
della comunità italiana locale che del sindacato statunitense. Oggi l’Ital–Usa - presente il suo responsabile nazionale Salvatore
Fronterré, nonché il vice presidente nazionale Mario
Castellengo, la dottoressa Anna Ginanneschi
della sede centrale ed il presidente del Caf-Uil Tonino
Regazzi – ha festeggiato a New York il suo 35° anniversario
alla presenza di numerose autorità italiane e statunitensi, tra cui il sindaco
di Brooklyn (New York) Marty Markowitz ed il vice console d’Italia Lucia Pasqualini, di rappresentanti della comunità italiana e di
tutti gli operatori dei dodici uffici dell’Ital-Uil
degli Stati Uniti.
Salvatore Fronterré, nel fare
gli onori di casa, ha ricordato lo sviluppo dell’Ital-Uil
negli Stati Uniti in questi trentacinque anni di attività ringraziando tutti
gli operatori che si sono succeduti in questi anni per la loro dedizione alla
tutela ed all’assistenza dei connazionali e per aver permesso, con il loro lavoro,
l’ampliamento dell’organizzazione in questo Paese.
Da parte sua il vice presidente dell’Ital-Uil, Mario Castellengo, dopo
aver anch’egli ringraziato tutti gli operatori per il loro lavoro, apprezzato
sia dalle autorità che dalla comunità come testimoniato anche da diversi ospiti
presenti, ha voluto sottolineare l’utilità, tuttora attuale, della presenza
del patronato anche negli Usa poiché, nonostante siano trascorsi 35 anni da
quando fu aperto il primo ufficio ed i cambiamenti intercorsi nel tessuto sociale
della comunità, i bisogni di tutela ed assistenza degli italiani residenti negli
Stati Uniti non sono affatto diminuiti. Anzi, sotto certi aspetti, per Castellengo la presenza del patronato è oggi ancor più utile
che nel passato, anche negli Usa, a causa delle ormai ricorrenti ristrutturazioni
della rete diplomatico-consolare italiana che significano riduzione di personale
e chiusure di sedi penalizzando, così, gli utenti che sono quindi costretti
a rivolgersi al patronato anche per problemi che, invece, sarebbero di pertinenza
del consolato italiano. Proprio per questa nuova situazione in cui si trovano
gli italiani all’estero bisogna andare oltre il patronato tradizionale che,
per legge, deve garantire un’assistenza limitata alla previdenza ed alla sicurezza
sociale. In quest’ottica, anche in questa occasione, Mario Castellengo
ha annunciato che in futuro l’organizzazione, in collaborazione con
Questo 35° anniversario del patronato si è, peraltro,
festeggiato a conclusione di un corso di formazione per gli operatori dell’Ital-Uil negli Stati Uniti in cui si è discusso delle nuove
norme che regolano l’attività dei patronati ma anche di previdenza e sicurezza
sociale. Un’attenzione particolare è stata, poi, dedicata agli indebiti
pensionistici con l’Inps un problema, quest’ultimo, che sta preoccupando fortemente
molti pensionati italiani anche negli Stati Uniti dopo la nuova norma, concernente
“Il potenziamento dei processi di riscossione dell’Inps”, introdotta dall’articolo
30 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, e che entrerà in vigore dal 1° gennaio
2011. Nel corso di formazione si è, infine, trattato del problema relativo
agli obblighi che hanno con il fisco italiano gli emigrati italiani proprietari
di beni immobili in Italia. Anche in questo campo gli uffici del patronato,
unitamente ai circoli della Uim, possono prestare un’assistenza alle persone interessate
grazie alla collaborazione con il Caf-Uil nazionale,
come ha tenuto a ricordare il suo presidente Tonino Regazzi.(