INFORM - N. 192 - 15 ottobre 2010


RIFUGIATI

Le novità del progetto "Emilia-Romagna terra d’asilo"

Sono 4.500 in regione i cittadini stranieri che hanno fatto richiesta o hanno ottenuto asilo secondo l’ultimo monitoraggio regionale

 

BOLOGNA - Sono circa 4.500 in Emilia-Romagna, tra coloro che hanno ottenuto una protezione dallo Stato italiano e coloro che hanno fatto domanda di asilo e attendono ancora una risposta. Provengono soprattutto da Eritrea, Costa d’Avorio, Nigeria, Afghanistan, Somalia e fuggono da dittature, guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani.

È quanto emerge dal monitoraggio annuale del progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo", che in questa edizione pone l´accento sul tema “Diritto in bilico. Tra politica comune europea, respingimenti, reti locali di accoglienza. Dove va il diritto d´asilo?”.

Il progetto quest´anno che ha un nuovo capofila, il Comune di Reggio Emilia, che grazie a un finanziamento di 30 mila euro da parte della Regione, promuoverà azioni per dare ulteriore impulso alle politiche sociali per l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati presenti in Emilia-Romagna e per favorire la diffusione sul territorio di una “cultura dell’asilo”.

Dei rifugiati, della loro protezione e accoglienza, sancita anche a livello europeo e internazionale, in Italia si occupa una rete di enti locali insieme ad associazioni e cooperative sociali: il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).

Attualmente in Emilia-Romagna esistono nove progetti - a Rimini, Forlì, Ferrara, Ravenna, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Fidenza - inseriti nella rete nazionale Sprar, per un totale di 245 posti, finanziati tramite un bando nazionale del ministero dell’Interno. A fine settembre il bando è stato riaperto e per la prima volta i progetti avranno validità triennale (2011/2013).

“Il mio auspicio - afferma l’assessore regionale alle Politiche sociali e di integrazione per l´immigrazione Teresa Marzocchi - è che al nuovo bando si ripresentino e siano nuovamente approvati tutti e nove i progetti già avviati negli scorsi anni, ma non solo: che ai territori già coinvolti nell’accoglienza in Emilia-Romagna si aggiunga quest’anno anche quello di Piacenza”.

Il diritto di asilo “è un diritto fondamentale - aggiunge l’assessore - e la tutela di chi fugge dalle dittature e dalle guerre è un dovere di ogni società democratica. Senza contare che i rifugiati possono rappresentare una grande risorsa, sociale e culturale, per i Paesi che li accolgono.

La Regione Emilia-Romagna è l’unica regione in Italia ad aver adottato, insieme agli enti locali, ai sindacati e a diverse realtà del terzo settore, un protocollo d’intesa per assicurare ai rifugiati accoglienza e possibilità di integrazione “armoniche” a livello regionale. Dal protocollo è nato nel 2005 il progetto Emilia-Romagna terra d’asilo, che ha l’obiettivo di ampliare e supportare la rete dei partner, realizzare un monitoraggio annuale, organizzare corsi di formazione per operatori degli enti locali, forze dell’ordine e terzo settore. Da quest’anno l’ente capofila del progetto è il Comune di Reggio Emilia.

“Il lavoro di rete si è dimostrato negli scorsi anni decisamente efficace per diffondere attività di accoglienza e buone prassi, oltre che per dare informazioni corrette sui diritti umani delle persone, perché questo è il tema di base legato alla popolazione rifugiata, che nulla ha a che fare con quello dell’immigrazione clandestina” spiega l’assessore del Comune di Reggio Emilia Franco Corradini. “In questo modo, grazie alla rete, si valorizzano e si diffondono le risorse presenti sui territori. Sono orgoglioso del ruolo di primo piano che assume da ora il Comune di Reggio Emilia a livello regionale; continueremo quanto di buono è stato fatto finora, grazie all’impegno di Regione, enti locali e terzo settore”.

Secondo le Questure - si legge nel monitoraggio - risultano 3365 (con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente) i permessi di soggiorno per asilo politico, protezione sussidiaria (riconosciuta a chi non può tornare nel paese di origine in quanto teme di divenire oggetto di torture, subire la pena di morte o trattamenti inumani o degradanti), motivi umanitari, convenzione Dublino (per la determinazione dello Stato competente per l´esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri della Ue) e richiesta asilo in Emilia Romagna. Di questi 1031 riguardano uomini e 277 donne. (Inform)


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