INFORM - N. 192 - 15 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

A Perth, riunione dei presidenti dei Comites in Australia

Tra le problematiche discusse, l’impegno per la diffusione di lingua e cultura italiana,  i timori per futuro delle sedi consolari in loco e le modifiche relative alle modalità di esercizio del voto all’estero

 

PERTH – Si sono svolti sabato 9 ottobre a Perth, presso l’Italo-australian welfare & cultural Centre, i lavori del Comitato dei presidenti dei Comites in Australia. Alla riunione hanno partecipato il coordinatore Vincenzo Papandrea (South Australia), Vittorio Petriconi (Western Australia), Mariangela Stagnitti (Queensland e Northern Territory), Giuseppe Musso (New South Wales), Sauro Antonelli (Victoria), il console Giorgio Taborri, il dirigente scolastico Giuseppe Gialdino, i consiglieri del CGIE Franco Papandrea e Luigi Casagrande, Enzo Sirna, rappresentante e coordinatore degli enti gestori della lingua, i rappresentanti dei Giovani Italiani in Australia Belinda Coniglio e John D’Angelo e Rita Saffiotti, membro parlamentare locale, in rappresentanza dell’Australia-Italia MP Forum.

Come osservatori hanno inoltre partecipato Cathy Di Giacomi (Comites Adelaide) e Gino Bassetti (Comites Perth). Non hanno potuto partecipare, invece, Marco Fedi e Nino Randazzo, deputato e senatore eletti nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Ha portato il saluto ai presenti l’ambasciatore italiano a Canberra, Gian Ludovico de Martino di Montegiordano, che ha illustrato, nella prima parte della riunione, il programma delle iniziative in preparazione per il 150° Anniversario dell’Unificazione d’Italia. Un ampio programma che coinvolgerà un po’ tutti nei vari Stati. 

Come di consueto, - riporta la nota diffusa in proposito da Vincenzo Papandrea - la prima parte della riunione è stata dedicata alla questione della promozione della lingua e cultura italiana in Australia. Continua la preoccupazione degli enti gestori nei riguardi della politica federale, volta a favore delle lingue asiatiche, a scapito della ricerca di un equilibrio con l’insegnamento delle lingue europee. Dalla discussione è emersa la necessità di lanciare una campagna nazionale per portare a otto le lingue prioritarie: quattro asiatiche e quattro europee. Segnalato anche il bisogno di dare priorità e continuità ai corsi di lingua straniera dalle elementari fino alle università e di insistere sull’italiano quale lingua per l’istruzione, la cultura e la formazione. La spinta verso scuole bilingui – è stato sottolineato - non dovrà necessariamente essere realizzata a discapito dell’insegnamento di massa. Le due strade potranno e dovranno coesistere. Per i presidenti dei Comites non si può pensare di abbandonare, dopo anni di lavoro, le scelte dei programmi, fatti su larga scala, a favore di un insegnamento limitato ad un numero di studenti molto più ristretto, anche se di qualità, perché ciò non sarebbe utile. L’insegnamento dell’italiano all’estero investe una platea molto vasta e molta diversificata, dove gli interessi verso la lingua e la cultura sono molteplici e quindi è impensabile poterlo ridurre a qualche scuola bilingue.

La discussione sulla Settimana della Lingua Italia ha trovato tutti concordi nel proporre all’ambasciatore di anticipare al mese di settembre le iniziative, per poter coinvolgere un maggior numero di studenti ed insegnanti, visto che in Australia in ottobre si è impegnati con gli esami di fine anno scolastico. 

Anche la questione ancora aperta del destino dei consolati di Adelaide e Brisbane ha trovato ampio spazio in una discussione che è culminata con l’approvazione di un ordine del giorno nel quale si ribadisce la ferma opposizione alla chiusura delle sedi delle circoscrizioni del South Australia e del Queensland e si chiede che vengano messe in pubblicità quanto prima le sedi dei consoli di Adelaide e Brisbane.  

I rappresentanti GIA, Belinda Coniglio e John D’Angelo, hanno quindi illustrato quanto preparato dall’attuale presidente ad interim, Talis Evans, e cioè una strategia di riforma complessiva della struttura dell’associazione che dovrebbe renderla strumento più efficace, in grado di garantire lo scambio e il coordinamento tra le varie associazioni giovanili statali. 

Ha partecipato per il “Forum dei Parlamentari Italo-Australiani”, gruppo numericamente significativo, che di volta in volta affronta questioni di rilievo per la comunità italiana, Rita Saffiotti, in assenza del coordinatore Tony Piccolo. Il Comitato dei presidenti dei Comites ha segnalato che impegnerà il Forum stesso nella campagna promozionale a favore della lingua italiana in Australia. 

Ampio spazio ha trovato anche la questione delle modalità dell’esercizio di voto all’estero. A questo proposito il Comites di Victoria ha presentato una bozza di proposta, come base di discussione, sulla creazione di seggi elettorali presso i consolati. Proposta giudicata interessante e destinata, se attuata, a ridurre i sospetti di brogli, anche se rischia di ridurre la partecipazione al voto. Per favorire tale partecipazione è stata ribadita la necessità di un’informazione più vasta, condotta attraverso tutti i canali possibili, sulle modalità del voto ma anche sull’importanza di esercitare questo diritto. Tra le varie posizioni discusse, alla fine è emersa come ottimale quella di garantire la consegna del plico elettorale per raccomandata, a maggiore garanzia del suo arrivo a giusta destinazione. 

Tra le altre questioni affrontate, quella segnalata da un connazionale e riportata al Comitato dal presidente Musso sui lunghi tempi per il disbrigo di una pratica di riconoscimento della cittadinanza italiana da parte del consolato di Sydney. Una prassi inconsueta, così come è emerso nel corso della discussione, e tutta da verificare.

A conclusione dei lavori, i consigliere del CGIE presenti si sono impegnati a farsi carico delle preoccupazioni per i tagli significativi sui vari capitoli di spesa per gli italiani nel mondo e a farsi portavoce, presso le autorità competenti, delle istanze esposte e presentate. La politica italiana deve ritrovare la capacità di riaprire il dialogo con gli italiani all’estero, - hanno affermato i consiglieri - iniziando un nuovo cammino basato proprio sul dialogo e la programmazione. Gli italiani all’estero sono sempre stati una grande risorsa per l’Italia. (Inform)


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