RASSEGNA STAMPA
Da “Il Messaggero.it”
Rientra l’allarme tagli, ok a Finanziaria. Tremonti:
da oggi lanciamo lo sviluppo
Ok alla fiducia. Galan: una
tragedia, non ci sono soldi. Bersani: i conti non sono a posto, mancano 5 miliardi
di entrate
ROMA (14 ottobre) - In una riunione durata mezz'ora,
il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla legge di stabilità, la
vecchia finanziaria. L'ok arriva dopo una serie di telefonate notturne seguite
a un allarme tagli, per il quale numerosi ministri temvano
l'aggravamento dei tagli già previsti per tutti i dicasteri con un taglio lineare
del 10%, come annunciato a luglio. Tremonti in conferenza stampa ha parlato
di «discussione responsabile. Tra i ministri c'è stata massima condivisione.
La legge è stata approvata in un tempo rapidissimo, con la giusta discussione,
all'unanimità. Il governo ha posto l'ipotesi di fiducia».
Ieri si era sparso un certo allarmismo per gli ipotetici
tagli contenuti nelle tabelle date in visione dal ministero dell'Economia agli
uffici tecnici degli altri ministeri. Tanto che si era ipotizzata una riunione
tra i ministri prima dell'avvio del CdM ma un giro
di contatti telefonici andato avanti per tutta la notte avrebbe fatto rientrare
l'allarme. Le richieste erano «tutte fondate». Lo ha detto lo stesso Tremonti
spiegando però che il problema è «l'equilibrio. Non c'è stata una richiesta
che non fosse fondata ma il problema è la sintesi complessiva e l'equilibrio
tra le varie richieste tutte meritevoli».
«Finita la legge di stabilità, lanciamo la politica dello
sviluppo - ha detto Tremonti - Da oggi possiamo formalmente avviare la seconda
fase, quella dello sviluppo, dopo la fase della stabilità di bilancio. Era impossibile
presentare un provvedimento di sviluppo che non avesse la base della stabilità.
Sarebbe stato non positivo e superficiale da parte del Governo. Il nostro impegno
è per la stabilità e lo sviluppo. Il presupposto per lo sviluppo può essere
solo la stabilità. Avanziamo sulla strada dell'Europa. Il protocollo dell'Europa
ha la stabilità come base dello sviluppo e oggi il cdm ha approvato il disegno di legge sulla stabilità con il
bilancio dello Stato. È un documento nuovo che riflette la nuova legge di contabilità
dello Stato che contiene la legislazione vigente. È un documento molto tecnico
che documento riflette la contabilità in atto. Non opera e non introduce varianti
rispetto a
ciò che è stato deciso al luglio. Se ci saranno aggiustamenti,
come sempre saranno gestiti con il provvedimento di fine anno».
I conti del triennio. «La manovra economico-finanziaria
per il predetto triennio è stata, per gran parte, realizzata con il decreto-legge
n. 78 del 2010, gli interventi recati dal disegno di legge di stabilità sono
conseguentemente contenuti in circa 1.000 milioni per l'anno
«È una tragedia. Il problema è che non ci sono soldi»,
commenta sconsolato il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan
a margine dell'incontro con il collega francese Bruno Le Maire.
Bersani: i conti non sono a posto. «Mancano 5 miliardi
di entrate, non so che scelte Tremonti si appresta a fare ma i conti non sono
a posto. Senza una vera riforma fiscale ed un meccanismo di controllo della
spesa pubblica non andiamo da nessuna parte - attacca il leader del Pd - La
realtà è che così rischiamo di avvitarci in una spirale di stagnazione perchè i tagli portano a meno investimenti e meno investimenti
provocano i tagli all'occupazione. Senza contare che i tagli agli enti locali
e alle Regioni devono ancora produrre gli effetti sui servizi. I nodi arrivano
al pettine».(Il Messaggero.it)