PARTITI
Il contributo di Gianni Farina (Pd) all’Assemblea nazionale
del Partito democratico di Busto Arsizio
“L’Italia ha bisogno di una grande forza democratica,
progressista ed europea, nella consapevolezza che la battaglia di rinnovamento
e di progresso civile e morale del paese, si vince a Roma e Bruxelles”
VARESE - Venerdì 8 e sabato 9 ottobre si è svolta a Busto Arsizio (Varese) l’Assemblea nazionale del Partito democratico. Al dibattito ha partecipato il deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Gianni Farina.
Nella sua riflessione Farina sottolinea come l’Italia abbia bisogno di un Pd forte che sappia “riflettere per trovare i correttivi necessari a costruire quella grande forza democratica che può indicare la via del cambiamento e del rinnovamento della nazione”. “I nostri connazionali all’estero comprendono appieno – prosegue Farina lanciando un appello all’unità del partito nel rispetto reciproco - la straordinaria importanza del dibattito delle idee e sanno che dibattito e unità sono fattori della stessa equazione, sono la via maestra per costruire un partito plurale, con gruppi dirigenti che si rispettano e nel rispetto, assolvono al loro ruolo di guida”.
Dal deputato del Pd viene inoltre auspicato il pieno rispetto delle regole, in Italia ed all’estero, che il partito democratico si è dato. “Abbiamo chiamato, ripetutamente, - precisa Farina - milioni di uomini e di donne a confrontare le idee, indicare il percorso, scegliere i gruppi dirigenti e chi li deve guidare. Punto. Ora dobbiamo guardare avanti, dare all’Italia, al suo popolo, alla parte migliore della nazione, la certezza che un’altra strada è possibile. Che il declino non è ineluttabile. L’Italia ha bisogno di una grande forza democratica e progressista. Una forza democratica italiana ed europea, nella consapevolezza che la battaglia di rinnovamento e di progresso civile e morale del paese, si vince a Roma e Bruxelles”. Da Farina vengono inoltre ricordati i gravi problemi derivanti sia dalla fuga “dei cervelli” dall’Italia, sia dalla ripresa dell’esodo della manovalanza italiana dal sud verso l’Europa. “A questo mondo – spiega il deputato - noi dobbiamo delle risposte. E dobbiamo indicare senza ulteriori ritardi una innovativa politica di governo del vasto fenomeno immigratorio, la nuova realtà umana, sociale e culturale italiana. Valorizzare persone culturalmente capaci di favorire processi di accoglienza, di condivisione, di solidarietà in società multi etniche e multiculturali”.
“Nell’era della
globalizzazione culturale, - prosegue Farina - cui spesso si contrappone il
polo delle identità particolari, forti e chiuse - il leghismo in Italia,
l’estremismo xenofobo in Europa: Francia, Olanda, Svezia e ora anche Austria
- le nostre comunità emigrate, sono state il laboratorio, inutilizzato, di una
convivenza che riconcilia l’identità e la diversità con l’unità. Il Partito
democratico, unitamente ai socialisti e democratici europei, può e deve impegnarsi
affinché si affermi, in Italia e in Europa, l’idea di una integrazione attiva”.
Farina conclude la sua riflessione chiedendo al Partito democratico un impegno
“a ristabilire la memoria di cosa eravamo, di cosa è stata l’Italia nei secoli,
di come questa storia debba essere insegnata, come materia obbligatoria, nelle
scuole della Repubblica”. “Non si tratta – precisa il deputato - di proporre
un modello che cambia a secondo delle condizioni oggettive, economiche, sociali
e politiche, ma di sancire in ogni nazione europea, partendo dall’Italia, il
principio universale che sta alla base della democrazia moderna: un patto
di cittadinanza per la pari dignità delle diversità. Perché quella ‘carta dei
diritti fondamentali’ non sia, un pur parziale patrimonio dei cittadini dell’Unione,
ma di tutta, partendo dall’Italia, la grande nazione europea”. (