INFORM - N. 191 - 14 ottobre 2010


RETE CONSOLARE

Laura Garavini (Pd) annuncia una nuova interrogazione indirizzata al ministro degli Affari Esteri

“Consolati: fermare le chiusure, attivare i servizi sostitutivi”

 

ROMA – Laura Garavini, deputata eletta per il Pd nella ripartizione Europa, annuncia una nuova interrogazione, in aggiunta alle 4 già presentate e all’interpellanza urgente discussa in Aula,  al ministro degli Esteri in merito ai provvedimenti di chiusura relativi alle sedi diplomatico-consolari italiane all’estero.

“Non sono bastate – afferma la Garavini - le proteste delle comunità e la richiesta di meno traumatiche soluzioni da parte del Cgie e di numerosi parlamentari di diverso schieramento. Il governo e il consiglio di amministrazione del Mae negli ultimi giorni hanno deciso, infatti, la chiusura, a partire dal 1° luglio 2011, dei consolati di Liegi, Amburgo, Lilla, Mons e Manchester”.

Per l’esponente del Pd, i provvedimenti non terrebbero conto né delle reazioni dei cittadini interessati, né delle “perplessità delle autorità locali, preoccupate da una diminuzione del livello di rappresentatività di importanti comunità di immigrati presenti sul loro territorio”. La Garavini teme, oltre ai danni alla collettività all’estero, difficoltà in vista del “rafforzamento dell’immagine dell’Italia e dell’internazionalizzazione dei suoi interessi”, mentre ribadisce la necessità di conoscere precisamente i risparmi generati dalla manovra di razionalizzazione della rete.

“Liegi - afferma l’esponente Pd a proposito delle chiusure annunciate - è uno dei consolati che da mezzo secolo ha servito uno degli insediamenti degli italiani in Europa più importanti e consolidati, già coinvolto in passato da non lievi processi di trasformazione produttiva e sociale. Amburgo è un terminale dello Stato italiano che dovrebbe fare da interfaccia con le rappresentante di decine e decine di altri Paesi che considerano la città anseatica uno snodo essenziale a livello mondiale”.

Per Laura Garavini l’ipotesi di riconsiderare questo tipo di decisioni indicherebbe “un atto di capacità da parte del governo e non di debolezza”.

“Intanto, però, con la stessa determinazione ed urgenza con cui si decide di chiudere,- conclude la Garavini - si predispongano i servizi sostitutivi a servizio delle nostre comunità che non possono essere considerate un semplice e insostenibile retaggio del passato”. (Inform)


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