CAMERA DEI
DEPUTATI
Risposta ad una interrogazione di Gino Bucchino
(Pd)
La ratifica
dell’accordo di sicurezza sociale con il Canada comporterebbe oneri non compatibili
con le risorse di cui
ROMA – In merito “agli ingiustificabili ritardi per la
stipula degli accordi bilaterali di sicurezza sociale e contro le doppie imposizioni
fiscali con il Canada” l’on. Gino Bucchino (Pd) aveva
interrogato il Ministero degli Affari Esteri nel febbraio di quest’anno. Il
sottosegretario Vincenzo Scotti ha risposto il 7 ottobre scorso informando il
parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero, e indirettamente le nostre
collettività all’estero, in particolare quelle residenti in Canada, che – riferisce
Bucchino - a causa dell’attuale congiuntura di finanza
pubblica sono state fortemente ridotte le dotazioni assegnate alla Farnesina
per la ratifica degli accordi internazionali. Secondo Scotti le intese con il
Canada comporterebbero oneri a carico del bilancio dello Stato quantificati
rispettivamente in euro 1.510.000 annui per l’accordo fiscale ed euro 727.000
per i primi due anni per quello di sicurezza sociale (importo destinati ad aumentare
negli anni successivi). Il Sottosegretario sostiene quindi che si tratta di
un impegno economico che, allo stato attuale, risulta difficilmente compatibile
con le risorse di cui
Scotti comunque precisa che il disegno di legge
di ratifica dell’accordo tra Italia e Canada per evitare le doppie imposizioni
fiscali è stato approvato dal Consiglio dei ministri ed è attualmente all’esame
del Senato e auspica l’approvazione in tempi rapidi. Inoltre – rimarca il sottosegretario
Scotti – tenuto conto del rilievo che l’Accordo di sicurezza sociale riveste
nel quadro dei rapporti bilaterali con il Canada,
L’on. Bucchino prende “atto
delle buone intenzioni del Ministero degli Affari Esteri”, ma evidenzia come
sia “sbagliato non ratificare un accordo, quello di sicurezza sociale, già firmato
dalle due parti contraenti nel lontano 1995, approvato dal Parlamento canadese
l’anno successivo, atteso dalla nostra collettività per i benefici che esso
introdurrebbe”, e quindi “non onorare gli impegni presi con lo Stato canadese
e con le collettività dei cittadini italiani residenti in Canada e dei cittadini
canadesi residenti in Italia”. (