AFGHANISTAN
Frattini, al vertice Nato una road map
per il ritiro
ROMA - Nel prossimo vertice Nato di Lisbona, in programma
a novembre, "metteremo a punto una road map"
per il ritiro dall'Afghanistan: un programma "provincia per provincia che
dia tempi orientativi nei quali le autorità afgane saranno in grado di riprendere
il controllo del territorio". Lo ha spiegato il ministro degli Esteri Franco
Frattini, aggiungendo che "a luglio 2011 ci sarà l'inizio del disimpegno
dei gruppi combattenti" e ricordando che "resteranno lì gli addestratori",
mentre lo stesso presidente Karzai punta "entro
la fine del suo mandato, a inizio
Frattini ha poi ricordato che Herat
"è stata già restituita alle autorità locali: c'è già un governatore afgano",
parlando di un "esempio positivo" della zona che è stata sotto il
controllo italiano. Ma in altri casi, come la regione di Farah, teatro dell'attentato dei giorni scorsi costata la
vita a quattro alpini italiani, "la situazione resta più complicata".
C’è poi la proposta americana di eliminare dalla lista
dei terroristi ricercati dall'ONU i nomi di alcuni talebani. Il ministro si
è detto d’accordo, precisando che "altra cosa invece sono coloro che non
abbandonano la violenza e sparano sui nostri soldati": questi "non
saranno mai considerati riconciliabili".
"Come Italia e come coalizione internazionale -
ha puntualizzato Frattini - abbiamo sempre sostenuto che i talebani non
sono tutti uguali. Ne parleremo anche a Roma la prossima settimana nell'incontro
sull'Afghanistan cui parteciperanno rappresentanti di 46 paesi", ha aggiunto,
ricordando che, tra i talebani, "alcuni sono finiti nella liste degli estremisti
per ragioni diverse. Molti solo perché non avevano il lavoro o per disperazione
sociale. Non per ragioni legate al terrorismo". "In questo - ha ribadito
il ministro Frattini - siamo con il presidente Karzai
nel sostenere e accompagnare coloro che si impegnano a rientrare nel percorso
di legalità, verso la riconciliazione nazionale". (