INFORM - N. 190 - 13 ottobre 2010


COOPERAZIONE UNIVERSITARIA

Il 18 ottobre alla Farnesina conferenza sul contributo della cooperazione universitaria alla pace ed allo sviluppo in Medio Oriente

Interventi del ministro degli Esteri Frattini, del ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Gelmini e del segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede Mamberti

 

ROMA - Lunedì 18 ottobre si terrà alla Farnesina, la conferenza “For a New Culture of Peace and Development in Middle East: the Role of University Cooperation”, dedicata al contributo della cooperazione universitaria alla pace ed allo sviluppo in Medio Oriente attraverso un rafforzamento della comprensione e del dialogo, soprattutto fra le giovani generazioni dei popoli e delle comunità divise da conflitti.

L’evento, organizzato, in occasione del Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente, dalla direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Esteri in stretto raccordo con il Vicariato di Roma e con la Pastorale universitaria del Vicariato, prevede una sessione aperta alla stampa a cui parteciperà il ministro degli Esteri Franco Frattini, che, intorno alle ore 12, pronuncerà un discorso di saluto. Seguiranno gli interventi del segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, monsignor Dominique Mamberti e del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini.

Al Convegno saranno presenti anche 20 giovani laureati che frequentano il Master in University Cooperation for Peace and Development coordinato dall’università di Roma “La Sapienza” in collaborazione con l’università di Stato Libanese, a forte componente musulmana, e l’università Cristiana Maronita USEK di Kaslik in Libano. Parteciperanno inoltre all’incontro 14 giovani ricercatori delle università Palestinesi che stanno svolgendo un Corso multidisciplinare su tematiche prioritarie per lo sviluppo del loro Paese. Entrambi i programmi sono promossi dalla Cooperazione Italiana.

“Tra le numerose iniziative della cooperazione allo sviluppo in Medio Oriente, - spiega la nota del Mae - i programmi di cooperazione universitaria si ritagliano uno spazio degno di particolare menzione quale strumento che, favorendo la conoscenza reciproca ed il rispetto fra culture e religioni diverse, promuovono la convivenza pacifica ed una nuova cultura della solidarietà. Indirizzandosi alle fasce più giovani della popolazione, ai cittadini attivi del domani, questi programmi mirano a tessere una rete di contatti, di conoscenze e di amicizie tra coloro che un domani saranno chiamati a formare la classe dirigente di Paesi tra i quali troppo spesso è prevalsa l’incomprensione”. (Inform)


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