AFGHANISTAN
Frattini a “Porta a Porta”, esserci è un
dovere istituzionale e morale
Le “tre importanti e valide ragioni” per
cui i soldati italiani sono in Afghanistan
ROMA - "Sento da italiano il dovere istituzionale che l'Italia non venga meno al grande sforzo internazionale che tutti gli alleati della coalizione stanno compiendo. E' un dovere innanzitutto morale essere lì e partecipare a una fase in cui un Paese che ha a lungo sofferto possa risorgere". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini, durante la trasmissione “Porta a Porta”, tre giorni dopo la morte di quattro militari italiani in Afghanistan.
Frattini ha spiegato
le "tre importanti e valide ragioni" per cui i soldati italiani sono
in Afghanistan: "la prima è perché è la regione di instabilità più pericolosa
del mondo da dove negli ultimi anni sono partiti gruppi terroristici che hanno
cercato di colpire in casa nostra, l'Europa". "La seconda è che stiamo
aiutando a risorgere un popolo che ha tanto sofferto. L'ultima buona ragione
è che l'Italia onora un debito e un dovere istituzionali verso tre grandi organizzazioni
internazionali: le Nazioni unite,
Il ministro ha
poi spiegato che "la recrudescenza degli attentati nel 2010" si deve
alla nuova strategia del presidente americano Obama e al nuovo impegno internazionale,
che "stanno portando a un inasprirsi dell’azione terroristica perché i
talebani stanno perdendo terreno". Per questo, ha continuato, "è evidente
che le cose in Afghanistan non sono come le vorremmo". Tuttavia, "con
l'azione dei nostri soldati di pace, diamo il meglio di noi italiani. Credo
che questo orgoglio nazionale debba aiutare coloro che stanno lì, facendo sentire
che tutto il Paese è dietro di loro", ha aggiunto Frattini, avvertendo
infine che "ogni messaggio di divisione e incertezza dell'Italia"
sulla missione in Afghanistan "non aiuterà i nostri soldati a essere più
forti sul campo". Perché "anche i terroristi guardano la televisione".
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