INFORM - N.188 - 11 ottobre 2010


PARTITI

Il documento politico dell’Assemblea della Circoscrizione estero recepito dall’Assemblea nazionale del Partito Democratico

Pd protagonista di un nuovo patto sociale tra Italia e italiani all'estero

 

BUSTO ARSIZIO – Di seguito il documento politico dell’Assemblea della Circoscrizione estero recepito dall’Assemblea nazionale del Partito Democratico. Titolo: Pd protagonista di un nuovo patto sociale tra l'Italia e italiani all'estero.

“Questi sono giorni e settimane in cui il Partito Democratico sceglierà il suo profilo politico per i prossimi mesi e anni a venire. In ballo c'è il futuro del centrosinistra italiano e la costruzione di un'alternativa di governo alla destra italiana, la peggiore d'Europa.

Ma per noi italiani residenti all'estero questa è anche e soprattutto occasione di confronto e dibattito sulla drammatica condizione di numerose comunità italiane nel mondo.

Sono circa 4 milioni gli italiani che risiedono permanentemente all'estero e molti di più quelli che, pur non avendo la cittadinanza italiana, sono figli e nipoti di famiglie italiane che fin dal primo dopoguerra sono emigrate in altri Paesi europei, nelle Americhe e in Australia. Nel corso degli anni questi cittadini e i loro discendenti hanno contribuito in maniera determinante a risollevare le sorti dell'Italia: con il loro lavoro hanno garantito l'approvvigionamento energetico necessario al rilancio economico e produttivo del Paese; con le loro rimesse dall'estero hanno assicurato livelli minimi di sussistenza ai loro familiari e parenti rimasti in Italia. Questi italiani all'estero sono ambasciatori di un sistema di valori fondato sul multiculturalismo e sulla solidarietà.

Oggi, dopo anni e decenni di politiche miopi e incapaci di valorizzarne il contributo storico e le potenzialità, le donne e gli uomini delle comunità italiane all'estero vivono sotto la minaccia di un governo impegnato a screditarne la dignità e la funzione nel mondo. La destra di governo ha prima tagliato di più del 60% le risorse finanziarie a favore delle politiche per le comunità italiane all'estero; ha poi rinviato a data da destinarsi l'elezione per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all'Estero (Com.It.Es.); infine, ha annunciato entro il 2010 la chiusura definitiva di un cospicuo numero di sedi consolari e di ambasciate in tutto il mondo, privando molti dei nostri connazionali dei servizi basilari per l'esercizio dei diritti e delle prerogative in ambito amministrativo, sociale, civile.

Il Partito Democratico deve essere protagonista di un nuovo patto sociale tra l'Italia e le sue comunità all'estero: per investire risorse nella formazione, nell'insegnamento della lingua e per le politiche di assistenza agli indigenti; a favore della riforma e del potenziamento dei Com.It.Es. quali primi organismi istituzionali di prossimità degli italiani all'estero; per una rete consolare rinnovata, capace di soddisfare la crescente domanda della comunità italiana all'estero per servizi e prestazioni di qualità.

1. Mobilità e diritti. Portabilità e integrazione dei diritti pensionistici, infortunistici, disoccupazione (esistono già forme di trasferibilità in materia di sussidi di disoccupazione, che possono diventare un primo termine a partire dal quale estendere la portabilità dei diritti ad altri campi) e di maternità.

Creazione di un criterio di proporzionalità inversa fra pressione fiscale e durata del contratto. Lotta

alle collaborazioni mascherate da contratti esterni. Estensione dei diritti previdenziali ad ogni forma contrattuale tramite un sistema di flexicurity. Creazione di criteri che permettano di stabilire progressivamente un salario minimo europeo, seppur modulato in funzione del costo della vita delle diverse nazioni.

2. Immigrazione e cittadinanza. Immigrazione: priorità alla lotta alle mafie internazionali dell’immigrazione; obbligo per gli Stati di stabilire un percorso chiaro e univoco al termine del quale il cittadino immigrato possa, se lo desidera, ottenere la cittadinanza. Vorremmo in particolare che i parlamentari eletti nelle liste del PD promuovessero un’azione politica per la riforma della cosiddetta Direttiva Rimpatri, le cui disposizioni sono in palese contrasto con i principi di libertà, eguaglianza e rispetto dei diritti dell’uomo, principi sul cui rispetto si fonda l’Unione Europea (Art.6 TEU). Cittadinanza: pieni diritti elettorali per ogni cittadino europeo che viva in uno stato diverso dal proprio stato di origine; il diritto può essere esercitato tramite un sistema di opzione.

3. Europa e diritti civili. Rilancio e approvazione della Direttiva contro tutte le forme di discriminazione presentata dalla Commissione europea lo scorso 2 luglio. Sostegno alle proposte di includere una nozione di discriminazione multipla, fondata sulla combinazione di più fattori di rischio, e di discriminazione per associazione. Sostegno alla inclusione alle molestie sessuali nonché all'applicabilità della Direttiva alle unioni civili e di fatto, rimozione di ogni forma di  discriminazione nei confronti della comunità Glbt, rimozione di ogni discriminazione nei confronti della libertà della donna, rimozione di ogni ostacolo allo sviluppo della ricerca scientifica in campo medico.

4. Mercato e diritti sociali. Il nuovo Parlamento Europeo si troverà presto a decidere su importanti provvedimenti legislativi quali la direttiva sull’assistenza sanitaria in Europa e la libera circolazione dei pazienti, sulla questione dei fondi di assicurazione obbligatori e la loro compatibilità con il mercato comune, con i progetti di riforma della direttiva sul distacco dei lavoratori. Occorrono posizioni chiare che garantiscano la mobilità e l’apertura al mercato anche in questi settori, non secondo una serie di parametri vincolanti stabiliti dai singoli stati, ma piuttosto secondo criteri comuni quali: interoperabilità, accessibilità universale, accessibilità di costo, rispetto dei principi di solidarietà.

Come detto si tratta di un contributo sul quale discutere ancora. Anche dopo il 7 giugno, appunto”.

Inform

 

 


Vai a: