PARTITI
Il documento politico dell’Assemblea della Circoscrizione estero recepito
dall’Assemblea nazionale del Partito Democratico
Pd protagonista di un nuovo patto sociale tra Italia
e italiani all'estero
BUSTO ARSIZIO – Di seguito il documento politico dell’Assemblea
della Circoscrizione estero recepito dall’Assemblea nazionale del Partito Democratico.
Titolo: Pd protagonista di un nuovo patto sociale tra l'Italia e italiani all'estero.
“Questi sono giorni e settimane in cui il Partito Democratico
sceglierà il suo profilo politico per i prossimi mesi e anni a venire. In ballo
c'è il futuro del centrosinistra italiano e la costruzione di un'alternativa
di governo alla destra italiana, la peggiore d'Europa.
Ma per noi italiani residenti all'estero questa è anche
e soprattutto occasione di confronto e dibattito sulla drammatica condizione
di numerose comunità italiane nel mondo.
Sono circa 4 milioni gli italiani che risiedono permanentemente
all'estero e molti di più quelli che, pur non avendo la cittadinanza italiana,
sono figli e nipoti di famiglie italiane che fin dal primo dopoguerra sono emigrate
in altri Paesi europei, nelle Americhe e in Australia. Nel corso degli anni
questi cittadini e i loro discendenti hanno contribuito in maniera determinante
a risollevare le sorti dell'Italia: con il loro lavoro hanno garantito l'approvvigionamento
energetico necessario al rilancio economico e produttivo del Paese; con le loro
rimesse dall'estero hanno assicurato livelli minimi di sussistenza ai loro familiari
e parenti rimasti in Italia. Questi italiani all'estero sono ambasciatori di
un sistema di valori fondato sul multiculturalismo e sulla solidarietà.
Oggi, dopo anni e decenni di politiche miopi e incapaci
di valorizzarne il contributo storico e le potenzialità, le donne e gli uomini
delle comunità italiane all'estero vivono sotto la minaccia di un governo impegnato
a screditarne la dignità e la funzione nel mondo. La destra di governo ha prima
tagliato di più del 60% le risorse finanziarie a favore delle politiche per
le comunità italiane all'estero; ha poi rinviato a data da destinarsi l'elezione
per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all'Estero (Com.It.Es.); infine,
ha annunciato entro il 2010 la chiusura definitiva di un cospicuo numero di
sedi consolari e di ambasciate in tutto il mondo, privando molti dei nostri
connazionali dei servizi basilari per l'esercizio dei diritti e delle prerogative
in ambito amministrativo, sociale, civile.
Il Partito Democratico deve essere protagonista di un
nuovo patto sociale tra l'Italia e le sue comunità all'estero: per investire
risorse nella formazione, nell'insegnamento della lingua e per le politiche
di assistenza agli indigenti; a favore della riforma e del potenziamento dei
Com.It.Es. quali primi organismi istituzionali di prossimità degli italiani
all'estero; per una rete consolare rinnovata, capace di soddisfare la crescente
domanda della comunità italiana all'estero per servizi e prestazioni di qualità.
1. Mobilità e diritti. Portabilità e integrazione
dei diritti pensionistici, infortunistici, disoccupazione (esistono già forme
di trasferibilità in materia di sussidi di disoccupazione, che possono diventare
un primo termine a partire dal quale estendere la portabilità dei diritti ad
altri campi) e di maternità.
Creazione di un criterio di proporzionalità inversa fra
pressione fiscale e durata del contratto. Lotta
alle collaborazioni mascherate da contratti esterni.
Estensione dei diritti previdenziali ad ogni forma contrattuale tramite un sistema
di flexicurity. Creazione di criteri che permettano di stabilire progressivamente
un salario minimo europeo, seppur modulato in funzione del costo della vita
delle diverse nazioni.
2. Immigrazione e cittadinanza. Immigrazione:
priorità alla lotta alle mafie internazionali dell’immigrazione; obbligo per
gli Stati di stabilire un percorso chiaro e univoco al termine del quale il
cittadino immigrato possa, se lo desidera, ottenere la cittadinanza. Vorremmo
in particolare che i parlamentari eletti nelle liste del PD promuovessero un’azione
politica per la riforma della cosiddetta Direttiva Rimpatri, le cui disposizioni
sono in palese contrasto con i principi di libertà, eguaglianza e rispetto dei
diritti dell’uomo, principi sul cui rispetto si fonda l’Unione Europea (Art.6
TEU). Cittadinanza: pieni diritti elettorali per ogni cittadino europeo che
viva in uno stato diverso dal proprio stato di origine; il diritto può essere
esercitato tramite un sistema di opzione.
3. Europa e diritti civili. Rilancio e approvazione
della Direttiva contro tutte le forme di discriminazione presentata dalla Commissione
europea lo scorso 2 luglio. Sostegno alle proposte di includere una nozione
di discriminazione multipla, fondata sulla combinazione di più fattori di rischio,
e di discriminazione per associazione. Sostegno alla inclusione alle molestie
sessuali nonché all'applicabilità della Direttiva alle unioni civili e di fatto,
rimozione di ogni forma di discriminazione nei confronti della comunità
Glbt, rimozione di ogni discriminazione nei confronti della libertà della donna,
rimozione di ogni ostacolo allo sviluppo della ricerca scientifica in campo
medico.
4. Mercato e diritti sociali. Il nuovo Parlamento
Europeo si troverà presto a decidere su importanti provvedimenti legislativi
quali la direttiva sull’assistenza sanitaria in Europa e la libera circolazione
dei pazienti, sulla questione dei fondi di assicurazione obbligatori e la loro
compatibilità con il mercato comune, con i progetti di riforma della direttiva
sul distacco dei lavoratori. Occorrono posizioni chiare che garantiscano la
mobilità e l’apertura al mercato anche in questi settori, non secondo una serie
di parametri vincolanti stabiliti dai singoli stati, ma piuttosto secondo criteri
comuni quali: interoperabilità, accessibilità universale, accessibilità di costo,
rispetto dei principi di solidarietà.
Come detto si tratta di un contributo sul quale discutere
ancora. Anche dopo il 7 giugno, appunto”.