INFORM - N. 188 - 11 ottobre 2010


ASSOCIAZIONI

Il COES, Centro Orientamento Emigrati Siciliani, ricorda Emanuela La Rocca

 

PALERMO - Il 16 settembre scorso si è spenta la dottoressa Emanuela La Rocca. Ci ha lasciati, circondata da quanti le hanno voluto bene, hanno collaborato con lei, ne hanno apprezzato le non comuni doti di umanità, generosità e dedizione al prossimo, hanno condiviso con lei i valori e gli ideali in cui credeva e per cui ogni giorno si batteva con tutte le sue forze.

Le esequie sono state celebrate il 18 settembre presso la Chiesa “S. Maria della Lettera” all’Acquasanta, borgata palermitana che le aveva dato i natali e a cui ella era rimasta legata e per cui si era prodigata  durante tutta la sua vita.

Il rito funebre è stato concelebrato dal parroco Don Marco Lupo e da padre Angelo Mannina, attuale parroco della Chiesa “Madonna di Pompei”. Padre Angelo in questi ultimi anni è stato vicino a Emanuela La Rocca come guida spirituale e confessore. Nella sua omelia egli ha ricordato gli incontri e le lunghe conversazioni: ella soleva spesso andare a trovarlo in orari inconsueti e si intratteneva con lui sulle tematiche più disparate, mostrando energia e vitalità; ella ricordava il passato, le numerose battaglie combattute e vinte, pensava al futuro e a quanto ancora rimaneva da fare.

I canti del Gruppo Polifonico del Balzo, diretto dal maestro Vincenzo Pillitteri, hanno degnamente accompagnato la celebrazione.

Centinaia le persone presenti alle esequie: politici, consiglieri delegati e soci del COES, amici e conoscenti. Hanno preso la parola: il senatore a vita Emilio Colombo, con cui Emanuela aveva condiviso numerose battaglie politiche, il senatore Totò Cuffaro, il presidente della Provincia regionale di Palermo Giovanni Avanti, l’on. Franz Gorgone, ex deputato all’Assemblea Regionale Siciliana nelle liste della DC, Giuseppe Licata vice presidente del COES, Giovanni Tesè consigliere del COES. Tra i presenti anche Mario D’Acquisto, ex presidente della Regione Siciliana.

Negli interventi è stato evidenziato che  la passione politica e la dedizione a quanti hanno lasciato la nostra amata terra di Sicilia per recarsi all’ estero sono state, per la dottoressa La Rocca, ragione di vita. Dotata di una fede sincera, profonda ed incrollabile, ella fu tra i collaboratori del cardinale Ernesto Ruffini; del “suo Cardinale”, come amava chiamarlo, aveva fatto modello di vita ed esempio di carità cristiana. Per chiunque bussasse, la sua porta era aperta e la tavola imbandita.

La passione politica, allora, non poteva che tradursi per lei nella pratica quotidiana dei valori e degli ideali cristiani in cui credeva e non poteva che rivolgersi al riscatto degli ultimi, dei poveri, dei deboli, dei diseredati, secondo l’ insegnamento di Don Luigi Sturzo.

Sin da giovanissima, aveva militato nelle file della DC, divenendo una delle più fervide animatrici del Movimento Femminile.

Protagonista delle battaglie politiche dell’ultimo mezzo secolo, era rimasta sempre legata al simbolo dello Scudo Crociato, anche quando le tempeste degli Anni Novanta videro il suo partito andare in frantumi.

In particolare, ad Emanuela La Rocca si deve l’apertura della Scuola Elementare “Cesare Abba” in Via Ammiraglio Rizzo, l’esistenza di Villa Terrasi, polmone verde sottratto alla speculazione edilizia, la costruzione di diverse case di edilizia popolare e l’apertura di alcune arterie cittadine, tra cui la Via Ammiraglio Rizzo.

Negli Anni Sessanta la dott.ssa La Rocca intraprese una vittoriosa battaglia a favore di tanti cittadini italiani emigrati all’estero, che venivano cancellati in modo automatico dall’Anagrafe Comunale, se non informavano le autorità competenti della loro volontà di rimanere cittadini italiani. Intervenne presso il ministro degli Interni dell’epoca Franco Restivo, di origini siciliane, perché venisse eliminata la suddetta cancellazione anagrafica degli emigrati. Conseguenza di questa decisione fu la prima istituzione dell’ A.I.R.E (Anagrafe Italiani Residenti all’ Estero).

Alla fine degli Anni Sessanta, assieme al fratello Franz e ad altri, fu socia fondatrice del COES (Centro Orientamento Emigrati Siciliani), di cui fu presidente per tutta la vita.

Emanuela La Rocca ci ha lasciato una grande eredità morale, ha tracciato la via su cui le nuove generazioni dovranno muoversi se vorranno costruire un mondo basato sui valori cristiani della solidarietà e della fratellanza. Sta a noi seguirla e mettere in pratica i suoi insegnamenti. (Giuseppe Di Tommaso-Inform)


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