INFORM - N. 188 - 11 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

A Berlino, il ministro delegato all’integrazione incontra i rappresentanti della collettività straniere residenti sul suolo tedesco

All’iniziativa, lo scorso 5 ottobre, ha partecipato per la nostra comunità Giuseppe Scigliano, in qualità di rappresentante dell'Intercomites Germania

 

BERLINO – Si è svolta mercoledì 5 ottobre a Berlino una riunione convocata da Maria Böhmer, ministro tedesco delegato all’integrazione, a cui hanno partecipato 26 rappresentanti delle collettività straniere residenti in Germania. Ad incontrare il team ministeriale per la collettività italiana è stato il presidente del Comites di Hannover, Giuseppe Scigliano, in qualità di rappresentante dell’Intercomites Germania.

Il ministro ha informato i presenti di un suo recente viaggio in Canada, nel corso del quale ha avuto modo di verificare le politiche per l’integrazione messe in atto dal governo locale. Oltre ad illustrare l’impegno in termini di formazione e servizi rivolti ai cittadini stranieri, la Böhmer ha indicato il permanere di aspetti negativi in proposito, quali la difficoltà relativa al riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero che influisce sul livello occupazionale dei nuovi arrivati in Canada.

I presenti hanno inoltre espresso apprezzamento per il discorso del presidente della Repubblica Christian Wulff del 3 ottobre scorso, in cui egli ha citato il contributo dell’emigrazione, inclusa quella di matrice islamica, alla crescita della società tedesca. Al ministro è stato chiesto di farsi portavoce di un vivo ringraziamento per l’apertura espressa da Wulff nei confronti di altre culture e religioni, auspicando che questo atteggiamento possa divenire largamente condiviso anche dalla società civile.

La Böhmer ha poi annunciato che il piano di integrazione (Integrationsplan) si trasformerà in piano d’azione (Aktionplan), attraverso fondi messi a disposizione del governo e il contributo attivo di Regioni, Comuni e organizzazioni della società civile.

Al ministro i partecipanti hanno espresso anche contrarietà per i contenuti sulle tematiche migratorie esposti nell’ultimo libro di Thilo Sarrazin che ha diviso in Germania l’opinione pubblica (vedi Inform del 28 settembre: http://www.mclink.it/com/inform/art/10n17915.htm).

Scigliano ha ricordato che, secondo le statistiche, in Germania il 12,4% dei disoccupati ha un passato migratorio mentre per i cittadini tedeschi la percentuale è del 6,5%. Il 13,35% dei ragazzi con passato migratorio interrompe inoltre la scuola, “senza avere nessuna possibilità nel mondo del lavoro – ha aggiunto - e altrettanto negativi sono i dati riguardanti il tipo di scuole frequentate dai bambini con questo tipo di background culturale, rispetto ai coetanei tedeschi”.

“Questo insuccesso è dovuto alla mancata realizzazione degli scopi indicati dal piano d’integrazione – ha detto Scigliano. - Troppo spesso sono stati realizzati costosissimi progetti d’élite, conferenze, seminari, volantini, manifesti, studi, ricerche, premi e tanto altro ancora che perlopiù hanno sensibilizzato solo chi ha gestito gli interventi. Alla base si è discusso di integrazione senza influire sul destino dei soggetti coinvolti. Troppo poco è stato fatto a livello legislativo per cambiare la situazione in particolar modo negli asili e nelle scuole. La gente non può auto-integrarsi, servono principalmente leggi adeguate”. Per il presidente del Comites di Hannover i corsi di lingua tedesca sono utili “ma non bastano per una buona integrazione”, senza contare il fatto che la riduzione della spesa pubblica incide sui fondi a disposizione di Regioni e Comuni e dunque sui servizi resi da questi ultimi.

Egli ha inoltre posto l’accento sulla negativa visione che i rappresentanti del mondo mediatico hanno nei confronti dell’integrazione degli stranieri, fenomeno emerso in particolare durante una tavola rotonda organizzata tempo fa ad Hannover dal ministro di origine turca Aygül Özkan.

Scigliano giudica tuttavia positivo il programma del governo attuale in materia di integrazione, “specialmente – dice - rispetto a quanto fatto da Francia e Italia nel medesimo ambito”.

“E’ necessaria una presa di coscienza più aderente alla realtà locale, affinché si eviti l’articolarsi di una società parallela – afferma Scigliano. – In Germania sono circa 16 milioni i cittadini con passato migratorio su circa 82 milioni di abitanti”.

Lo staff del ministro Böhmer ha annunciato infine la realizzazione del quarto forum per l’integrazione in programma a Berlino il prossimo 3 novembre. Oltre alla cancelliera Merkel , è prevista la presenza di alcuni ministri, presidenti delle Regioni, sindaci, rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle maggiori organizzazioni facenti capo alle diverse etnie presenti in Germania. Tra i temi trattati ci saranno anche l’istruzione, la lingua, l’integrazione in loco, la prevenzione, il mercato del lavoro e il nuovo piano d’azione, la cui stesura dovrà essere terminata entro il prossimo anno.

Al centro dell’attenzione lo status di “cittadino con passato migratorio” in rapporto con i posti di lavoro nel settore terziario, specialmente quello impiegatizio nello Stato, nelle Regioni e nei Comuni. (Inform)


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