INFORM - N. 188 - 11 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Il piacentino Andrea Pollastri (Pdl) eletto nella Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo

 

BOLOGNA – “Dedico questa nomina a tutti i piacentini che hanno lasciato la nostra terra, specialmente la nostra montagna, e all’Associazione ‘Piacenza nel Mondo’ che ha avuto l'importantissimo ruolo di mantenere vive le tradizioni, sottolineare il senso di appartenenza dei nostri emigrati alla loro terra di origine, mantenere i contatti e ricordare alle giovani generazioni il dramma dell'emigrazione, ma anche l’esemplare comportamento dei nostri migranti che dimostrarono rispetto per il Paese che li ospitava e che, spesso e volentieri, han contribuito a crescere con lavoro e dedizione”. Lo ha detto, riferisce Piacenza24, Andrea Pollastri (Pdl) eletto nella Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo quale componente di minoranza. Pollastri, piacentino, fa parte nella Commissione politiche sociali dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna.

“Questa nomina – ha commentato Pollastri – non è solo oggetto di soddisfazione personale, ma è un riconoscimento per il ruolo di apripista che, da diversi decenni, la Provincia di Piacenza e la sua Associazione di riferimento, ‘Piacenza nel Mondo’, svolgono a favore dei nostri migranti”. “Riconosco – ha proseguito Pollastri – il lavoro svolto in questi anni dalla Consulta che ha saputo dar prova di grande attivismo non limitandosi ad organizzare viste presso le nostre comunità all'estero, cosa anch'essa importante, ma si è data da fare per promuovere la cultura italiana all'estero con corsi di lingua, cucina e formazione (turistica, lavorativa) per i figli degli emigrati, nonché corsi per gli insegnanti di italiano ed interventi promozionali nei paesi esteri. Essa, inoltre, ha saputo sviluppare sinergie nel segno della sussidiarietà con Università, istituzioni economiche e sociali, Enti Locali ed Associazioni a livello locale e all'estero”

Il neo consultore ha tuttavia  annunciato, riferisce ancora Piacenza24, che il suo non sarà un ruolo di mera proposta ma anche di controllo “per evitare che la Consulta non venga utilizzata a scopo propagandistico-politico dall'Amministrazione Regionale e che le risorse a disposizione vengano ben finalizzate per sviluppare i progetti sino ad ora consolidati, promuoverne dei nuovi, con particolare riferimento alle iniziative per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia”. (Inform)


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