ITALIANI ALL’ESTERO
Amato Berardi (Pdl) riafferma il suo pieno appoggio al governo Berlusconi
ROMA - - Potrebbe essere persino pleonastico replicare
a chi volesse chiedere le ragioni del mio voto di piena fiducia al Governo Berlusconi.
Intendo però farlo. Come è noto, appena due anni e mezzo or sono, quale candidato
del Popolo della Libertà ottenni un largo consenso da parte dei tanti italiani
del Nord e Centro America alla ricerca di una voce che li rappresentasse -voce
che non avevano avuto per tanto, troppo tempo.
In questi primi 30 mesi abbiamo prioritariamente dovuto
fronteggiare l’impatto della crisi che ha colpito le principali economie del
pianeta: gli organismi internazionali danno atto al Governo italiano di aver
tenuto i conti sotto controllo, senza che peraltro si siano registrate ricadute
drammatiche a livello occupazionale, viceversa avvenute altrove, non solo in
Europa.
Non parlerò qui della risoluzione al problema dei rifiuti
a Napoli - che aveva logorato la nostra immagine all’estero - né dei massicci
interventi per l’Abruzzo, grazie a cui tutti i terremotati hanno già un tetto.
Qui intendo parlare di cosa è stato fatto per i connazionali che vivono fuori
dall’Italia.
Per costoro, pur in una contingenza mondiale così complessa,
come eletti all’estero abbiamo vinto alcune battaglie cruciali. Mi limito a
elencare tre fatti significativi.
- Razionalizzazione e informatizzazione della rete consolare:
pure in Nord America tale piano procede senza quei sacrifici che pure, all’inizio,
furono adombrati sulla scorta del progetto abbozzato ai tempi del Governo Prodi.
La nostra ferma posizione in merito ha consentito non solo di mantenere aperti
gli sportelli di Philadelphia e Detroit, di cui era già stata annunciata la
chiusura, ma anche di salvarne altri dalla scure che, se fosse precipitata,
sarebbe andata a totale detrimento delle attività e delle necessità di buona
parte degli italiani del Nord America.
- Contributi all’editoria all’estero: in seno alla mia
stessa maggioranza, mi sono battuto sia in Commissione che in Aula al fine di
ridurre gli effetti dei drastici tagli fissati a suo tempo, provvedimento su
cui peraltro io non espressi voto favorevole. In vista della nuova Legge Finanziaria
prometto battaglia per favorire un miglioramento della situazione.
- Espansione dell’industria italiana in America: abbiamo
lavorato in campo politico, economico e associativo affinché Eni, Fiat, Finmeccanica
e Impregilo - solo per citare alcune delle più grandi realtà produttive italiane
- trovassero anche all’estero e, segnatamente, nel continente americano, quelle
condizioni e quegli spazi che, in passato, furono loro incontrovertibilmente
sempre preclusi: si tratta non solo dell’apertura di nuovi importanti mercati,
ma pure della creazione di migliaia di posti di lavoro.
Il miglior servizio che si può davvero fare a vantaggio
di un italiano all’estero consiste nel mettere il Governo in condizione di portare
avanti la propria azione riformatrice: è ciò che ho fatto votando anche mercoledì
scorso la fiducia a Berlusconi. Ed è quel che intendo continuare a fare.
Solo grazie a uno stabile potere esecutivo i nostri connazionali
all’estero manterranno una capacità di interlocuzione volta a risolvere finalmente
i problemi, senza più trascurarli o, addirittura, rimuoverli come troppo spesso
è accaduto in passato. (Amato Berardi*-
* Deputato
eletto per il Pdl nulla ripartizione del Nord e Centro
America