INFORM - N. 187 - 8 ottobre 2010


SINDACATI

La Confsal Unsa Esteri sul piano di chiusura delle sedi consolari di Liegi, Amburgo, Lille, Mons e Manchester

L’amministrazione del Mae ha ufficializzato ieri le prossime chiusure con decorrenza dal 1° luglio 2011

 

ROMA – Il sindacato degli impiegati contrattualizzati del Ministero degli Affari esteri CONFSAL UNSA Esteri segnala che l’amministrazione del Mae ha ufficializzato ieri nel corso di una riunione informativa sindacale le chiusure, a seguito di una delibera del Consiglio di amministrazione, delle sedi consolari di Liegi, Amburgo, Lille, Mons e Manchester, la cui decorrenza è fissata dal 1° luglio 2011.

Come già  comunicato nel passato - informa la nota sindacale in proposito, - Amburgo trasferirà  le proprie competenze ad Hannover, Liegi e Mons (in quest’ultima sede solo in parte), a Charleroi, Manchester, Edimburgo e a Londra. Sarebbero ancora in corso, inoltre, valutazioni circa l’istituzione di strutture alternative atte a garantire la presenza istituzionale del nostro Paese e a recepire le necessità delle collettività italiane all’estero. In particolare, per quanto riguarda la sedi di Amburgo a Manchester l’amministrazione del Mae avrebbe ipotizzato la possibilità di istituire uno sportello consolare, mentre per quanto riguarda il personale, verranno applicati i criteri già utilizzati in passato.

La Confsal Unsa Esteri ribadisce la propria contrarietà alla chiusura annunciata delle sedi, non avendo appreso il risparmio che tale manovra comporta e in considerazione dei gravi disagi che essa genera per il personale. I provvedimenti posti in essere, infatti, “non fanno tesoro del valore aggiunto costituito dalla rete diplomatico-consolare italiana ai fini della promozione del sistema Paese nel mondo – si legge nella nota sindacale.

La Confsal Unsa Esteri segnala infine che, insieme ai propri iscritti, alle forze politiche, alla società civile, al Cgie e ai Comites presenti sul territorio proseguirà l’impegno volto a scongiurare la “chiusura indiscriminata di sedi consolari” e un progetto di riorganizzazione di cui non condivide le ragioni. (Inform)


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