INFORM - N. 187 - 8 ottobre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Un messaggio di Marco Fedi (Pd) alla riunione dei presidenti dei Comites in Australia

Oltre alle problematiche che toccano più da vicino i connazionali, il parlamentare richiama la necessità di una nuova fase politica, innovativa e riformatrice, per gli italiani all’estero

 

PERTH – Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, invia un messaggio, anche a nome di Nino Randazzo, senatore Pd della medesima ripartizione, indirizzato alla riunione dei presidente dei Comites in programma domani a Perth, in cui richiama la necessità di aprire una nuova fase politica per gli italiani all’estero, fatta di “riforme e proposte innovative”.

Fedi fa il punto sulle principali questioni di interesse per i connazionali, a partire dal sistema pensionistico, in merito al quale “l’unico passo avanti compiuto – scrive Fedi – è stato in relazione alla possibilità di accredito della pensione su conto corrente, mentre la verifica annuale dei redditi è stata solo annunciata e abbiamo avuto seri problemi con il sistema di pagamento attraverso la Western Union a coloro i quali non avevano fornito la verifica dell’esistenza in vita”. “Abbiamo chiesto al governo di verificare ulteriormente le possibilità di uno scambio di informazioni INPS-Centrelink per avere i redditi prodotti dai pensionati - fa sapere il parlamentare, - oltre a valutare altre modalità di verifica dell’esistenza in vita e comunque di garantire che gli istituti di credito preposti al servizio siano in grado di gestire situazioni particolari, dal momento la decisione di appaltare un servizio pubblico, come il pagamento delle pensioni, non può basarsi esclusivamente su motivazioni economiche ma piuttosto sulle concrete possibilità per l’istituto di credito di servire i beneficiari in termini di qualità dei servizi, informazione, dislocazione sul territorio”.

In merito agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, “siamo ancora lontani dall’approvare una riforma di Comites e Cgie e le proposte di riforma dell’esercizio in loco del diritto di voto dovranno misurarsi con una delicata discussione politica, prima che parlamentare, sulla riforma elettorale”. Per Fedi è indispensabile a questo proposito verificare se la collettività “crede ancora in questi organismi e nella rappresentanza parlamentare” e “tornare a far politica comunitaria accanto alla gente”, per non smarrire il senso del proprio ruolo di servizio alla collettività e contrastare l’allontanamento di quest’ultima dalla classe politica.

Più impegno viene giudicato indispensabile anche sul fronte dei servizi consolari: “Adelaide e Brisbane meritano servizi efficienti e anche un console – rileva Fedi a proposito della rete diplomatica australiana. - Francamente non riusciamo a comprendere le ragioni di un tale ritardo nel coprire la sede di Adelaide ed agiremo con tutti gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione per ottenere questi obiettivi”.

Il parlamentare esprime invece soddisfazione per l’attività messa in campo dall’associazionismo italiano in loco, in primo luogo quello giovanile, con il GIA “che si sta rivelando – dice Fedi – una grande intuizione”, e quello femminile: tra pochi giorni, 17 ottobre è atteso a Sydney un importate incontro dell’Associazione delle donne italo-australiane. “La voce delle donne ha sempre contribuito a rendere il mondo più attento e consapevole - ribadisce l’esponente Pd, segnalando come occorra ancora lavorare per conoscere meglio la storia delle donne italiane in Australia.

“La promozione di lingua e cultura italiane, al centro dei vostri lavori, - scrive Fedi - deve rappresentare un momento di autentico impegno comunitario. L’Italia non può prescindere da un investimento in questo settore, l’Australia ha il dovere di mantenere la nostra lingua tra quelle prioritarie e noi possiamo, insieme, costruire innovazione e qualità mantenendo alto il livello di partecipazione scolastica che ci ha caratterizzato negli anni e che ha contribuito a portare sempre più l’Italia in Australia e gli australiani vicini agli italiani”. L’esponente Pd auspica una ripresa del dialogo con le istituzioni, per rimediare ai tagli messi in atto dal governo in questo settore.

Ricordando le celebrazioni per il 150 anniversario dell’Unità d’Italia, Fedi invita la collettività alla realizzazione di un grande progetto comunitario sul tema. “Dobbiamo poter dire che essere italiani in Australia è bello, che le differenze ci rendono tanto forti quanto capaci, anche grazie al processo di emigrazione e di integrazione, di conoscere e capire meglio gli altri. L’Italia che è in noi non vuole barriere, muri e chiusure. L’Italia e l’Australia che amiamo e vogliamo – afferma Fedi - sono quelle dell’accoglienza, non della detenzione e dei respingimenti”.

Infine, ai presidenti dei Comites un richiamo all’impegno unitario. “Sarebbe bello superare divisioni e ostilità, inutili e dannose – conclude Fedi, - per costruire un cammino di positive nuove esperienze comunitarie”. (Inform)


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