INFORM - N. 186 - 7 ottobre 2010


SENATO DELLA REPUBBLICA

Parere contrario della Commissione Esteri allo schema di Decisione di finanza pubblica

Mantica, le riduzioni degli stanziamenti hanno inciso pesantemente sulle dotazioni del Mae

 

ROMA - Nella seduta di ieri la Commissione Esteri del Senato ha preso in esame, per la parte di competenza, lo schema di Decisione di finanza pubblica, relativo agli anni 2011-2013 sul quale ha reso parere negativo alla Commissione Bilancio, rilevando tra l’altro che il documento “non affronta in modo adeguato la complessività delle azioni da intraprendere sia dal punto di vista istituzionale sia nel merito delle scelte da compiere, fra queste in particolare quelle relative alla necessaria riduzione del rapporto debito-pil”.

La Decisione di finanza pubblica, come rilevato dal relatore Bettamio - che aveva proposto alla Commissione di esprimere un parere non ostativo -, è un nuovo documento di carattere non legislativo che definisce gli obiettivi della manovra di finanza pubblica, che i successivi strumenti del bilancio e della legge di stabilità porteranno a compimento.

Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, presente alla riunione in rappresentanza del governo, si è soffermato sui temi di diretta attinenza all'operato del Mae. Ha sottolineato come il ministero abbia anche il compito di operare per favorire l'internazionalizzazione delle imprese, e tuttavia le riduzioni degli stanziamenti hanno inciso pesantemente sulle sue dotazioni. Infatti, vi sono voci di spesa obbligatorie e non comprimibili, quali ad esempio i contributi obbligatori alle organizzazioni internazionali. Pertanto, i tagli di spesa incidono in termini percentuali in misura maggiore sui capitoli di bilancio disponibili.

Mantica ha poi fatto presente come, ad esempio, il consistente contributo obbligatorio dell'Italia al Consiglio d'Europa possa difficilmente essere ridotto ove si consideri che l'Italia appartiene ai paesi fondatori. Ulteriori capitoli di particolare delicatezza sono costituiti dagli stanziamenti per la diffusione della lingua e cultura italiana all'estero e dalle spese di investimento per la progressiva digitalizzazione dei servizi consolari. Un ulteriore tematica di stringente attualità è quella della opportunità di riassorbire nell'ambito del ministero i compiti e le strutture dedicate al sostegno del commercio con l'estero. Ha ricordato inoltre come anche l'avvio del servizio diplomatico europeo richieda da parte italiana un contributo iniziale in termini di personale e risorse che comporta dei costi.

Per quanto riguarda lo scenario internazionale, Mantica ha rilevato come l'emergere di economie nuove rischia di marginalizzare il ruolo dell'Unione Europea. Il riferimento è soprattutto a paesi quali il Brasile, la Turchia, ma anche la Cina, la cui politica economica appare sempre più espansiva. Per quanto concerne le relazioni intracomunitarie, ha ricordato che l'Unione Europea è nata da un Patto franco-tedesco e che al momento attuale la Germania riveste un ruolo di preminenza insieme all'intera area dell'Europa Centrale.

A fronte di tale scenario, Mantica ritiene che sia indispensabile per l'Italia la ricerca di canali di espansione economica e di rafforzamento delle posizioni anche al di fuori dei mercati tradizionali mediante accordi ed interventi in paesi quali la Libia e la Turchia. Va anche considerata la tradizionale posizione di preminenza dell'economia italiana nei settori di eccellenza. Infine, nella prossima sessione di bilancio europea sarà cura dell'Italia insistere per la tutela delle proprie prerogative nelle decisioni sul riparto della spesa pubblica. (Inform)


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