EDITORIA
Da “
Siano confermati i contributi per i giornali all'estero
I tagli a
FIUME - L’editoria non può più attendere. Troppi gli
eventi negativi, troppe le chiusure e troppi anche i silenzi e le promesse puntualmente
mancate. Questo è, in sintesi, quanto ribadito ieri nel corso di una conferenza
stampa voluta dalla Fnsi per “illustrare la pesante
situazione che si è venuta a creare nel settore editoriale, e sollecitare il
governo a definire un intervento straordinario in attesa della promessa riforma
del settore”. Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha stigmatizzato
la situazione denunciando che “viene cancellato il principio dell’informazione
di essere un bene pubblico. I tagli all’editoria, quelli ai giornali di idee,
ai giornali che non vivono solo di mercato e che non appartengono ai grandi
gruppi, mortificano le professionalità e strangolano il settore”.
Siddi non ha esitato ad ammettere che nella
logica dei contributi all’editoria “ci sono zone d’ombra” e che si può fare
pulizia “e ridistribuire equamente le risorse”, ma ha sottolineato che l’informazione
riveste un “interesse pubblico” che coinvolge anche le testate giornalistiche
italiane all’estero, tra le quali ha citato espressamente anche
Una crisi drammatica, insomma, che ha travolto, come
tristemente noto, anche questo quotidiano, cancellando anni di sforzi e sacrifici.
E creando un “caso” che impone l’individuazione di soluzioni. Un “caso” del
quale si è occupato anche il Corriere della Sera che ha riportato il trascorso
dei contributi della legge 250/90 “mancati”, e le conseguenze prodotte dalla
mancanza di fondi attraverso il racconto del direttore dell’Edit, Silvio Forza. Una vicenda fatta di promesse e di attese
che si protraggono da anni e che porta a concludere, come si legge sul Corsera: “Ciò che colpisce di più è che i problemi non derivano
da un calo dei lettori, né da difficoltà con i governi di Zagabria e Lubiana.
L’intoppo viene da Roma”.(