INFORM - N.185 - 6 ottobre 2010


INTERNAZIONALIZZAZIONE

Presentato alla Farnesina il Rapporto Ance 2010

Lo studio fotografa la situazione nel 2009 delle nostre aziende edili all’estero. Scotti: “Il lavoro delle imprese di costruzione italiane nel mondo è estremamente positivo”. Buzzetti (Ance): “Siamo in grado di ottenere successi anche su mercati altamente competitivi”

 

ROMA - Il sistema delle costruzioni italiano sta affrontando la crisi investendo all’estero, vista la profonda debolezza del mercato italiano delle opere pubbliche. Questo è il principale risultato che emerge dal Rapporto Ance 2010 sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo nel 2009, che è stato presentato oggi alla Farnesina.

Secondo il Rapporto a fine 2009 il fatturato prodotto all’estero ha superato i 7,2 miliardi di euro (+13,8% rispetto al 2008), pari al 54% del totale, mentre il giro d’affari prodotto in Italia lo scorso anno si è fermato a 6,2 miliardi con un calo del 10,2% rispetto al 2008. Solo sei anni fa, secondo lo studio dell'associazione italiana dei costruttori, l’estero, con 3 miliardi di euro, rappresentava il 30% del fatturato. Tra il 2004 e il 2009 il suo valore si è raddoppiato, segnando una crescita annua del 20% ogni anno, mentre, nello stesso periodo, il fatturato nazionale è sceso dell'1,8% ogni anno. Analizzando il portafoglio ordini, risulta che le aziende del campione ANCE nel 2009 sono presenti in 86 paesi (6 in più rispetto al 2008). Il Sud America continua a essere il maggiore mercato di sbocco (25% del totale dei lavori), seguito da Nord Africa (16%) e Unione Europea (14%), ma sono in crescita anche il centro America e l'Asia.

“La forte presenza all’estero - ha sottolineato il presidente dell’ANCE, Paolo Buzzetti - dimostra l’eccellenza delle nostre imprese di costruzione, in grado di ottenere successi anche su mercati altamente competitivi. Certo - ha aggiunto - viste le criticità del mercato interno, c’è il rischio che ad essere più penalizzate siano le piccole e medie imprese che spesso non riescono ad affrontare la sfida dei mercati esteri da sole, quindi vanno sostenute con strumenti adeguati”. “Le nostre grandi imprese stanno ormai prevalentemente all’estero – ha poi precisato Buzzetti - mentre la situazione interna del mercato va in giù in picchiata con la discesa dei fatturati e dei lavori”

A questo proposito, il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha ricordato la forte collaborazione tra ANCE e MAE, perché “in un mondo sempre più globalizzato vince chi ha alle spalle un sistema-paese coeso ed efficiente”. Inoltre, “l’attenzione della politica estera italiana per il settore delle costruzioni è motivato non solo dal generale impegno a promuovere l’internazionalizzazione del sistema economico. Il Governo italiano è infatti convinto che la modernizzazione della rete infrastrutturale, nei Paesi sviluppati come in quelli emergenti, sia una delle sfide cruciali per uno sviluppo duraturo ed eco-sostenibile dell’economia mondiale. In tale quadro, l’Italia, anche in virtù della sua lunga tradizione di opere civili nel mondo, ha molto da offrire”. “In un contesto di crisi internazionale – ha concluso Scotti - il lavoro delle imprese di costruzione italiane nel mondo è estremamente positivo”. (Inform)

 

 


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