ASSOCIAZIONI
Gabriele Di Mascio
(Uim): “Conoscere quanti sono i nostri giovani fuori
d’Italia per poterli assistere, creare servizi e intervenire per arginare la
loro fuga”
ROMA - Cresce l’interesse nei confronti dei giovani italiani
residenti all’estero, grazie a Repubblica.it iniziano
a svelarsi i numeri di un fenomeno del quale non si hanno dati certi ma è di
una tale portata che deve far tremare le gambe a sociologi, studiosi e politici.
Per questo motivo guardiamo con interesse al continuo
dell’iniziativa di Repubblica.it che prendendo spunto
dal libro “Vivo altrove” di Claudia Cuc
Da una prima analisi dei dati realizzata da Repubblica.it, sappiamo che in poco meno di una settimana
sono pervenute più di 18 mila adesioni ed oltre il 50% delle persone che si
sono raccontate nel censimento ha ammesso di non essersi mai iscritta all’AIRE.
Conoscere quanti sono i nostri giovani fuori dall’Italia,
dove vivono e perché sono partiti è molto importante per poterli assistere,
creare loro servizi utili alle loro esigenze di cittadino migrante e metterci
nelle condizioni di poter intervenire per arginare la loro fuga.
Capire le motivazioni alla base della loro partenza,
ci permette di chiarire in modo inequivocabile cos’è che non funziona.
Conoscere e comunicare con i nostri giovani all’estero
serve più a noi in Italia che a loro.
Come quando coinvolti in una burrascosa e appassionante
storia d’amore litighiamo con il nostro partner e chiediamo consiglio ad un
amico che si ci vuole bene ma che vive con distacco il nostro rapporto, allo
stesso modo dovremmo chiedere ai nostri giovani amici all’estero un consiglio
su come migliore l’Italia anche in virtù di ciò gli viene offerto ora all’estero
e che non godevano quando erano nel Bel Paese.
D’altronde è del tutto normale chiedere aiuto a chi ci
ama. (Gabriele Di Mascio*/
*Unione Italiani nel Mondo