INFORM - N. 184 - 5 ottobre 2010
VERTICE EUROPA-ASIA
Frattini, superare la visione euroatlantica
dell’economia
ROMA - Dopo la
grave crisi finanziaria internazionale è necessario superare una visione politica
euroatlantica nella riforma della governance economica mondiale. Lo ha affermato
il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenendo a Bruxelles all'ottavo
vertice dell'Asem. Secondo Frattini, il rilancio della crescita e della competitività
internazionale sostenibili dell'economia europea e italiana nei prossimi anni
dipenderà fortemente dalla capacità di radicamento in Asia delle rispettive
imprese e dei sistemi-paese su cui poggiano. Per questo l'Italia, è convinzione
del ministro, sosterrà con determinazione tutti i paesi dell'Asem che appoggiano
il rafforzamento del dialogo politico ed economico euro-asiatico. Un dialogo
che l’Italia considera la "via maestra" per costruire un nuovo modello
di crescita sostenibile per l'economia globale.
Frattini ha evidenziato
che c'è una "nuova coscienza" dell'Europa che "l'Asia è un grande
attore politico e non solo un pagatore perché, per esempio, la
Cina sottoscrive il debito americano". "Senza l'Asia
- ha spiegato il ministro - non si stabilizza l'Afghanistan, non si riesce a
risolvere il nucleare iraniano, non si dà una soluzione alla pace nel mondo".
Per Frattini il dialogo Europa-Asia è un "grande tema politico e non solo
economico", anche se sono fondamentali "l'esigenza della trasparenza
del sistema economico, del sistema monetario, del sistema finanziario".
Se ci sono "regole diverse di trasparenza", ha sottolineato Frattini,
"è difficile creare un sistema di governance globale". Quindi, l'Italia
è favorevole all'apertura dei mercati asiatici ma con regole chiare per evitare
effetti di dumping. "Noi siamo a favore di un'apertura dei mercati che
non induca però a fenomeni di concorrenza sleale", ha detto Frattini, rilevando
la necessità di una "trasparenza delle regole".
Al vertice Asem
i Paesi dell’Unione Europea - spiega la Farnesina - sperano di convincere la Cina a rivalutare la propria
moneta, anche se finora il premier cinese Wen Jiabao ha replicato che i tassi
di cambio delle principali valute possono restare "relativamente stabili".
A questo proposito Frattini ha affermato che "la Cina è un paese che ha bisogno
di tempo per assumere decisioni e non può essere forzata", e che bisogna
agire in modo tale da fare capire alla Cina che "l'interesse alla stabilità
dei mercati valutari è un interesse comune". (Inform)