INFORM - N. 183 - 4 ottobre 2010


CAMERE COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO

La CCIE di Bruxelles invitata dalla Commissione europea a collaborare alla definizione del prossimo programma Erasmus

 

BRUXELLES - Rafforzare il collegamento tra il mondo dell’università e quello delle imprese: è questa la sfida che la Commissione europea si trova ad affrontare nel prossimo programma europeo “Erasmus” che sarà avviato per il periodo 2014-2020 e che è già nella sua fase preparatoria. A collaborare alla riflessione e alla definizione delle principali linee guida del nuovo programma è stata invitata la Camera di Commergio Belgo-Italiana che ha già condotto un’indagine su 200.000 imprese europee, presentata il 18 settembre scorso a Nantes, in Francia, nel corso della conferenza annuale della European Association for International Education.

“Si tratta di uno studio realizzato su invito della direzione generale Educazione e Cultura della Commissione europea - spiega Matteo Lazzarini, segretario generale della Camera di Commercio - con l’obiettivo di capire come le imprese e i centri di ricerca vedono la possibilità di attivare uno stage che coinvolga studenti provenienti da altri Paesi europei. La maggioranza delle aziende è infatti molto interessata alla possibilità di accogliere un tirocinante proveniente dall’estero, ma lamenta una carenza di informazione sull´argomento”. E i numeri ne danno conferma. Solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di non essere interessato ad ospitare uno “stagiaire Erasmus” mentre tre imprese su quattro si sono dette disponibili anche a co-finanziare lo stage, partecipando alle spese con un contributo medio di 500 euro al mese.

Ma perchè fino ad oggi solo l’8% delle imprese intervistate ha partecipato al Programma “Erasmus Placement”? “Dalla ricerca - precisa Marta Bronzo, responsabile dell’Ufficio Europa della Camera di Commercio e curatrice dello studio - è emerso che il 60% del campione non conosce per nulla il Programma. Quindi, se dal lato dello stagiaire è consolidato il ruolo leader delle università che da anni operano con successo nella selezione degli studenti e nell´organizzazione di tutte le fasi dell´esperienza all´estero, dal lato delle imprese si percepisce una mancanza di assistenza e supporto al Programma in tutte le fasi”. Dall´informazione, al matching impresa-studente, dalla gestione della permanenza al follow-up dell´esperienza, le aziende hanno bisogno di trovare un intermediario accessibile, specializzato e competente che le segua.

Fabio Morvilli, presidente della Camera di Commercio Belgo-Italiana, dà una lettura ben precisa di questi dati: “L’Erasmus Placement è un progetto che ha ampi margini di crescita. Fino ad oggi l´iniziativa è stata presa principalmente dagli studenti e dalle università che li supportano, ma gli imprenditori chiedono di poter svolgere un ruolo più attivo nel proporsi in maniera efficace ai giovani nel far sì che i potenziali tirocinanti li riconoscano e li scelgano consapevolmente nel momento in cui decidono di partecipare al progetto. Il fatto che la nostra Camera sia stata invitata dalla Commissione a contribuire al miglioramento del prossimo programma Erasmus è sicuramente un buon segnale che valorizza la nostra esperienza nei settori dell’inte rnazionalizzazione delle imprese e della formazione”.  (Inform)


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