MISSIONARI
ITALIANI
Conferenza stampa per un bilancio della manifestazione “Sulle rotte del mondo”
Dai missionari un messaggio di pace e riconciliazione
TRENTO - Dialogo con le altre culture, ricerca di una
pace giusta nelle aree di conflitto, autenticità e coerenza con il messaggio
del Vangelo da parte dei cristiani: questi sono alcuni degli impegni che i missionari
che operano in Asia e Oceania, giunti in Trentino
per la seconda edizione della manifestazione "Sulle rotte del mondo",
ribadiscono a conclusione dei loro lavori. Messaggi forti, quelli emersi oggi
nel corso della conferenza stampa convocata presso
Soddisfazione è stata espressa dall'assessore provinciale
alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami,
una delle artefici della manifestazione: "Far conoscere i nostri missionari
alla comunità trentina e soprattutto ai giovani; creare reti fra i missionari
stessi e le associazioni che li appoggiano; gettare uno sguardo sui paesi nei
quali i missionari vivono e operano: tutti e tre questi obiettivi sono stati
raggiunti o almeno messi a fuoco, ne ho avuto continue testimonianze in questi
giorni, anche da parte della gente che mi fermava per strada. Ma il cammino
non si ferma qui, anzi, continua. Perchè queste giornate
sono state uno stimolo prezioso, che deve continuare a crescere nel tempo."
Moderata da Marco Zeni, direttore
di Vita Trentina, la conferenza stampa di stamani ha consentito ai missionari
giunti da Asia e Oceania - in tutto una trentina -
di esporre le conclusioni a cui sono arrivati i tre gruppi di lavoro, divisi
per aree geografiche, che avevano costituito assieme al don Beppino Caldera del Centro missionario diocesano.
Suor Anna Zamboni ha parlato
della condizione dei cristiani in Estremo oriente e Asia centrale. “E’ un'area
molto grande e molto complessa - ha detto in premessa suor Anna - ; nei nostri
colloqui ci siamo concentrati sull’equilibrio fra impegno umanitario e annuncio
del Vangelo. L’approccio cambia a seconda del paese: in Giappone ad esempio
non vi è bisogno di aiuti umanitari, ci sono invece domande legate alla spiritualità
e alla ricerca di senso, ed è molto importante creare connessioni con la cultura
locale; a Taiwan o in Indonesia, invece, anche se le condizioni economiche sono
migliorate, l’aiuto ai poveri è un canale importante per veicolare, anche con
i fatti concreti, il messaggio del Vangelo. In quasi tutti i paesi i cristiani
sono una minoranza: a volte, come in Thailandia, la presenza missionaria è apprezzata
e richiesta soprattutto nell’ambito del sistema educativo, sempre nel rispetto
della cultura locale; le Filippine invece sono un paese a maggioranza cattolica
ma con enormi sacche di povertà, dove c’è moltissimo da fare."
Anna Franceschini ha riportato
le conclusioni del gruppo di lavoro riguardante Oceania
e Timor Est. "Si è parlato della religiosità popolare, del rapporto fra
Vangelo e culture locali. In questi paesi
Infine padre Pietro Kasswalder,
su Asia occidentale e subcontinente indiano. "Realtà di conflitti e di
grandi problemi - ha esordito - dal Medio Oriente al Pakistan, dallo Sri Lanka
al Bangla Desh e all’India.
Vi sono conflitti quotidiani e permanenti, politici, religiosi, sociali. Le
cause sono diverse: fra queste anche l’odio religioso e razziale, calato in
paesi poveri o impoveriti dal furto commesso nei loro confronti da forze esterne.
La religione viene spesso strumentalizzata, e crescono i fondamentalismi. La
chiesta cristiana è quasi ovunque in minoranza: è una realtà piccola e continuamente
minacciata. Da essa si levano due voci, due richieste impellenti: perdono e
giustizia. I cristiani non chiedono vendetta neanche quando le loro case e le
loro chiese vengono bruciate o fatte saltare in aria: offrono perdono, riconciliazione,
rispondendo alle persecuzioni con il digiuno e la penitenza. Chiedono tuttavia
che lo Stato, che è quasi sempre assente, faccia giustizia. Noi diciamo anche:
la religione perde il suo cuore e la sua anima, se alimenta il fondamentalismo.
La religione dà scandalo quando non porta la pace. Scandalizza in primo luogo
chi non crede. In molti paesi poi vi è in atto un conflitto di civiltà fra mondo
occidentale considerato in blocco cristiano e mondo musulmano considerato in
blocco fondamentalista. Una soluzione può arrivare dalla politica, e forse papa
Benedetto XVI è stato il migliore politico finora, predicando una 'pace giusta'.
Se alla pace non si accompagna la giustizia, sarà sempre di breve periodo."
Messaggi forti, insomma, quelli che i missionari lanciano
alla comunità trentina. Messaggi che continueranno a produrre i loro frutti
nelle tante persone che in questi giorni hanno affollato le conferenze, le presentazioni
di libri, le mostre e gli altri eventi della seconda edizione de "Sulle
rotte del mondo".
Questo pomeriggio, lo ricordiamo, due appuntamenti: la
conferenza sul tema dei rapporti storici, culturali ed economici fra Occidente
e Asia centrale, Cina compresa, alle 17 alla Fondazione Bruno Kessler, sede
di via Santa Croce, e la presentazione del libro di don Francesco Strazzari "Santa Sede-Cina:
l'incomprensione antica, l'interrogativo presente", alle 18 al Palazzo
della Regione. Alle 21 al teatro Sociale di Trento il concerto di Urna Ensemble
(Mongolia) e Trio Khiyal (Afghanistan, Iran, India)
e il saluto di tutti i missionari alla comunità trentina. (Marco Pontoni/