INTEGRAZIONE
“La mediazione culturale e la lingua italiana”“
Ital e Uil a convegno a Cremona: sugli
immigrati confronto con gli amministratori locali
CREMONA - “Un convegno per imparare e proporre”. Così
ha definito Mino Grossi, segretario generale della Uil di Cremona, l’iniziativa
svolta dall’Ital nella città lombarda “La mediazione
culturale e la lingua italiana”.
Prendendo spunto da una “provocazione” dell’assessore
alle Politiche Sociali del Comune di Cremona, Luigi Amore, “Non ci può essere
integrazione se gli immigrati non vogliono”, il dibattito ha sottolineato come
l’integrazione sia un valore essenziale di tutti gli uomini.
Su questo valore si è incentrato il discorso del prefetto
di Cremona, Tancredi Bruno di Clarafond, che ha sottolineato
come va affrontato il problema dell’isolamento degli immigrati.
Le varie Associazioni presenti sono intervenute ponendo
l’accento sul fatto che occorre capire l’integrazione che vogliono gli immigrati.
Occorre interrogare i diversi interessati per sapere cosa di cui hanno bisogno.
Per questo è importante la mediazione, ma non c’è mediatore se non sta dentro
le comunità degli stranieri.
Le esperienze e le valutazioni sulla mediazione culturale
sono state presentate dagli assessori alle Politiche Sociali della Provincia
di Cremona, Silvia Schiavi, e del Comune di Crema, Luciano Capetti. Uno dei
momenti di integrazione è senz’altro la conoscenza della lingua italiana, che
vedrà nei prossimi mesi centinaia di migliaia di immigrati impegnati nei test.
Il convegno ha identificato alcune caratteristiche di
questo importante momento dei test della lingua italiana: 1) non solo l’esame
ma anche la preparazione, 2) non solo uomini ma anche attenzione alle difficoltà
logistiche e culturali per le donne, 3) non solo lingua ma anche lingua e tradizioni,
lingua e cucina, lingua e salute nei luoghi di lavoro, 4) non solo compartecipazione
degli stranieri alle spese per prepararsi al test di italiano ma anche finanziamenti
pubblici.
Importante è stata la presa di posizione dell’assessore
leghista Silvia Schiavi che ha sostenuto: “La lingua è un potentissimo canale
di integrazione anche per le dinamiche sociali che innesca: esco di casa per
andare al corso, conosco gli altri partecipanti, mi relaziono con un insegnante
che di fatto veicola integrazione, crea basi perché ci sia comunicazione al
mercato, a lavoro, nella società. In questo senso i corsi di lingua sono uno
strumento troppo prezioso per essere banalizzato con interventi poco ragionati”.
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