STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“Gente d’Italia” del 1.10.2010, redazione di Montevideo
Inaugurata ieri la mostra fotografica “Ti
ricordi?”
MONTEVIDEO - Come
ci hanno indicato alcuni storici francesi, la storia dei popoli e dei paesi
non ha la esse maiuscola. Fernand Braudel e gli altri ci hanno insegnato che
il passato e forse anche il presente si conoscono e comprendono anche e soprattutto
guardando alla vita quotidiana, alle storie personali, ai fattori climatici,
culturali, contingenti, a volte anche intimi delle persone che lo hanno attraversato
- scrive Federica Manzitti dalla redazione di Montevideo di Gente d’Italia quotidiano
delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.- Così è attraverso frammenti delle storie degli
emigrati italiani, oggetti, ricordi, narrazioni, dettagli che la mostra organizzata
dal Consolato d’
“Ti ricordi?”
è il terzo atto del programma culturale avviato dal Consolato nel 2008 sull’identità
italiana nella Repubblica Orientale. Dopo il concorso artistico “Tracce dell’italianità”
ed il Progetto Matriz dedicato all’arte contemporanea di origine italiana declinata al femminile,
questa mostra fotografica e multimediale
recupera il privato delle famiglie dei discendenti in una chiave storico-artistica.
Nel progetto sono state coinvolte le associazioni, che hanno aderito con forme
diverse, e che in alcuni casi hanno messo a disposizione quei tesori privatissimi
ed affettivi che messi insieme vanno a raccontare la memoria collettiva. In
alcuni casi si è trattato di fotografie di famiglia, in altri di oggetti che
hanno il potere di per sè, e qui torniamo ad altri francesi da Marcel Duchamp
in poi, di aquisire un valore narrativo o emblematico, in altri casi ancora
di documenti scritti, lettere, o altrove di filmati che insieme disegnano un
collage di esperienze estremamente evocative. Inoltre hanno avuto ruolo determinante
tre realtà imprenditoriali di origine marcatamente italiana come
Ma il progetto non si è consumato e non si consumerà solo ad uso e consumo delle associazioni e della comunità italiana. E qui sta la sua forza. Non resterà uno specchio per pochi nostalgici. E’ infatti con la collaborazione di diverse istituzioni culturali urguayane che tutto si è realizzato. Dal Centro Municipale di Fotografia, all’Università Cattolica, al Ministero dell’Educazione e della Cultura uruguayano, sono tante le realtà che hanno più a che fare con l’Uruguay di oggi e di tutti che con la memoria di pochi, e che hanno deciso di rispondere alla stessa domanda “Ti ricordi?”. Del resto con le opere esposte nei rinnovati spazi del Museo delle Migrazioni si racconta la storia di un paese e non certo di una minoranza.
Tra le altre cose
e forse per una delle primissime volte, la rappresentazione della nostra comunità
non si è fermata ai confini della capitale. Ha preso parte infatti anche la
comunità italiana di Tacuarembò che ha prestato alla mostra alcune fotografie
d’epoca davvero emozionanti. Un altro aspetto di questa operazione culturale,
meno nuovo forse ma di certo non meno innovativo, è
La mostra “Ti ricordi?” è stata curata da Jaqueline Lacasa, donna uruguayana di origini italiane, vivace interprete della vita artistica contemporanea del suo paese e si è avvalsa del contributo di due fotografi molto dotati Leo Barizzoni e Silvio Andrea de Marco, quest’ultimo novello “immigrato” in Uruguay capace di uno sguardo dal taglio più europeo sulle tracce dell’italianità in questo paese.
“Nonostante i
tagli subiti, e il conseguente carico di lavoro aggiuntivo che grava sul nostro
Consolato, non abbiamo voluto rinunciare a questo progetto. Grazie all’entusiasmo
e alla volontà di molti siamo arrivati alla realizzazione della mostra”, afferma
Al nuovo Console
che verrà il compito di raccogliere il testimone. (Federica Manzitti-La Gente d’Italia/