INFORM - N.181 - 30 settembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Un libro di Claudia Cucchiarato, giornalista che vive in Spagna

 “Vivo altrove. Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi”

L’autrice ha “cercato di dare una voce all’Italia che vive fuori dall'Italia e che, per convenienza, per distrazione o per scarsa informazione, all'AIRE non si è mai iscritta”. E su questa scia la Repubblica.it lancia un “censimento”

  

ROMA – “Il fenomeno dei nostri concittadini emigrati è in continua crescita soprattutto tra i giovani. Ma non è per nulla evidente. Pochi s’iscrivono all'Aire (Anagrafe dei residenti all'Estero)” si legge su ‘la Repubblica.it’, che lancia un “censimento per conoscere i numeri veri e le loro storie”. Un’iniziativa che prende le mosse dall'analisi che Claudia Cucchiarato ha fatto nel suo libro (“Vivo altrove. Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi”, Bruno Mondadori, 2010) e nel suo blog (www.vivoaltrove.it).

La testata invita chi fa parte “di questa comunità in costante aumento”, o ha “intenzione” di farne parte a rispondere al questionario on line alla pagina http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/  introducendo i propri dati e raccontando la propria storia, i motivi che hanno spinto all’espatrio, i luoghi in cui si è vissuti e le ragioni per cui si è deciso di rimanere o le motivazioni per le quali si farebbe ritorno in patria.

Su la Repubblica.it del 29 settembre, Claudia Cucchiarato scrive che gli italiani all’estero sono “una popolazione nascosta”. “Un profilo, quello degli italiani residenti all’estero, sfuggente, difficile da definire quantitativamente e qualitativamente. L'Italia è uno dei Paesi europei che più esporta laureati: quattro volte più che la Germania, la Francia o il Regno Unito. Allo stesso tempo, però, è tra quelli che meno importano giovani delle stesse caratteristiche. Secondo le stime dell'OCSE, solo un immigrato su dieci in Italia ha un'educazione terziaria: meno della metà degli immigrati in Spagna, un terzo di quelli che si dirigono verso l'Inghilterra, una percentuale inferiore anche a quella di chi migra in Grecia”.

Cucchiarato riporta i dati dell’Aire: “Tra il 2000 e il 2010 oltre 300mila persone tra i 20 e i 40 hanno lasciato il nostro Paese e quasi il 60% di loro ha  raggiunto un altro Stato europeo. Sono tutti dati forniti dall'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE), e ci dicono che la comunità dei migranti italiani in Europa è la terza più popolosa, dopo la rumena e la polacca, con un totale di 1,3 milioni di unità. Nel mondo saremmo circa 4 milioni”.

Eppure, prosegue Claudia Cucchiarato “anche i dati ufficiali rappresentano un'enorme sottostima rispetto alle cifre reali”. “Esiste – osserva - una numerosa popolazione di italiani, soprattutto giovani e altamente istruiti, stabilmente domiciliati al di fuori dei confini nazionali che né il Ministero degli Esteri né le organizzazioni internazionali riescono  a censire”. E “infatti, confrontando i dati dell'AIRE con quelli delle città più recentemente prese d'assalto dai migranti italiani, come Berlino, Barcellona, Londra o Parigi, si scopre che il numero degli arrivi degli ultimi decenni non coincide affatto con il numero di espatriati registrato dai consolati italiani a fini statistici ed elettorali”. Nel libro (“Vivo altrove”) “metto in luce queste incongruenze. Un fenomeno "nascosto" che si verifica soprattutto in Europa, dove l'apertura delle frontiere, l'introduzione della moneta unica o la proliferazione dei voli lowcost hanno provocato un considerevole e incontrollabile aumento della mobilità internazionale”.

L’autrice del libro ha cercato “di dare una voce all'Italia che vive fuori dall'Italia e che, per convenienza, per distrazione o per scarsa informazione, all'AIRE non si è mai iscritta”. “Molti dei giovani migranti italiani che ho intervistato mi hanno detto – spiega - di non sapere nemmeno cosa fosse l'AIRE, né che fosse necessario iscrivervisi per votare in patria. La maggior parte di queste persone, domiciliate da anni e con un contratto di lavoro stabile all'estero, risultano essere ancora residenti in Italia”. E’ per tale motivo che Cucchiarato le ha chiamate “generazione nessuno”. Perché  “non esistono, sfuggono alle statistiche e all'interesse del Paese d'origine. Erano e sono tuttora “nessuno” per l'Italia, ma proprio essendo “nessuno” all'estero sono riuscite a diventare “qualcuno”. Non sono solo “cervelli in fuga”, bensí decine di migliaia di persone che ogni anno partono alla ricerca di un'opportunità che qui ritengono irraggiungibile”.

Claudia Cucchiarato, giornalista, è nata a Treviso nel 1979 e vive a Barcellona dal 2005. Scrive per L’Unità e il gruppo L’Espresso in Italia e per La Vanguardia in Spagna.

“Vivo altrove” è il suo primo libro, ma soprattutto – sottolinea l’autrice - il suo modo di dare voce a chi, come lei, ha scelto di non abitare in Italia”. Dall’inizio del 2008 mantiene il blog: http://barcellonaitalia.blog.unita.it/ (Inform)

 

 


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