INFORM - N.181 - 30 settembre 2010
CAMERA DEI DEPUTATI
Il deputato Pd eletto all’estero commenta la nota inviata
dal ministro dell’Interno alla Camera
Fabio Porta:
“Sul rinnovo della legge per la cittadinanza agli abitanti dell’ex impero austro-ungarico
il Governo sia chiaro e concreto”
ROMA - “Sulla
proroga della legge che concede la cittadinanza agli abitanti dei territori
dell’ex impero austro-ungarico e ai loro discendenti, il governo rischia di
ritirare con una mano la disponibilità che dato con l’altra”.
E’ quanto afferma
l’on. Fabio Porta a commento della nota che il Ministero dell’Interno ha inviato
alla Camera chiosando con riferimento all’ordine del giorno presentato da un
gruppo di parlamentari del Pd.
“Si ricorderà
che in occasione del decreto ‘mille proroghe’, dopo che fu respinto un emendamento
in merito, presentai con gli altri colleghi del Pd eletti all’estero un ordine
del giorno che invitava il Governo a disporre la proroga dei termini della legge,
in scadenza a dicembre di quest’anno. Il Governo” – prosegue Porta – “ritenne
di accogliere quell’ordine del giorno come raccomandazione. La nota che in questi
giorni è stata inviata a me e alla commissione Affari Costituzionali della Camera
rinvia invece la soluzione in questione alla legge sulla cittadinanza in discussione
in quella commissione.
In realtà, si
tratta di un aggiramento del contenuto dell’ordine del giorno, che impegnava
il Governo e non il Parlamento a trovare una soluzione urgente. Ma al di là
di questo, credo che il rinvio alla legge in esame non riesca a risolvere il
problema. La legge è ormai in scadenza e nessuno può pensare che nei tre mesi
che restano possa trovare compimento una legge così dibattuta e complessa come
quella sulla cittadinanza”.
“A questo punto,
delle due una” – ha concluso Porta. “O il Governo inserisce la proroga
in uno dei suoi decreti omnibus, com’è abituato a fare per tante altre cose,
oppure dà il via libera alla leggina di proroga dei termini che abbiamo già
presentato, sulla quale vi è un larghissimo accordo trasversale. Una leggina
che per l’ampio consenso di cui gode e per obiettive ragioni di urgenza potrebbe
avere anche la deliberante in commissione. Non mi permetto di insegnare a nessuno
il mestiere da fare, ma esprimo soltanto l’auspicio che di fronte ad una situazione
tanto semplice e urgente si dica con chiarezza che cosa concretamente si
vuol fare e, soprattutto, si arrivi ad una soluzione precisa e nei tempi stabiliti”.
(Inform)
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