“L’ITALIANO DELL’ITALIA UNITA”
Quarta
giornata del corso di aggiornamento per docenti di lingua italiana a stranieri
promosso
dalla Società Dante Alighieri
Giulio Ferroni: “La scuola non racconta
più ai giovani il fascino del Risorgimento”
ROMA - “La colpa della scuola è stata ed è quella
di ‘nascondere’ ai giovani il processo storico dell’epoca risorgimentale, anche
del punto di vista narrativo, che potrebbe offrire agli studenti un forte impatto
emozionale”. Giulio Ferroni, storico della letteratura, critico letterario,
scrittore e giornalista, docente di Letteratura italiana presso l’Università
“La Sapienza” di Roma, ha aperto oggi 30 settembre la quarta giornata dei lavori
del XXII corso di aggiornamento PLIDA per docenti di italiano per stranieri
promosso dalla Società Dante Alighieri, in programma a Roma (Piazza Firenze
27) fino a domani sul tema “L’italiano dell’Italia Unita”.
“In Italia si parla solo di un Risorgimento pieno
di lacune, di contraddizioni e di distacco dalla coscienza popolare - ha spiegato
Ferroni -. Questi elementi sono indiscutibili, ma altrettanto indiscutibile
è il risultato positivo a cui ha condotto l’epoca risorgimentale: un’unità,
una consapevolezza e un’identità nazionali importantissime per l’Italia nel
contesto europeo e mondiale. La scuola dovrebbe ricominciare a raccontare il
Risorgimento ai giovani: da un punto di vista narrativo ci sono episodi e accadimenti
incredibili che sicuramente coinvolgerebbero gli studenti”.
All’intervento di Giulio Ferroni è seguito quello
di Gabriele Pallotti, docente di Linguistica italiana presso l’Università di
Modena-Reggio Emilia, che ha parlato di qualità e metodologia dell’insegnamento.
“E’ necessario rendere comprensibile il contenuto di discipline importanti come
Nel pomeriggio, il laboratorio didattico “Letteratura
italiana in una classe di italiano a stranieri”, curato da Alessandra Muzzi
eVincenzo Morano, comitato di Siena della Società Dante Alighieri. (