INFORM - N. 181 - 30 settembre 2010


“L’ITALIANO DELL’ITALIA UNITA”

Quarta giornata del corso di aggiornamento per docenti di lingua italiana a stranieri

promosso dalla Società Dante Alighieri

Giulio Ferroni: “La scuola non racconta più ai giovani il fascino del Risorgimento”

 

ROMA - “La colpa della scuola è stata ed è quella di ‘nascondere’ ai giovani il processo storico dell’epoca risorgimentale, anche del punto di vista narrativo, che potrebbe offrire agli studenti un forte impatto emozionale”. Giulio Ferroni, storico della letteratura, critico letterario, scrittore e giornalista, docente di Letteratura italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha aperto oggi 30 settembre la quarta giornata dei lavori del XXII corso di aggiornamento PLIDA per docenti di italiano per stranieri promosso dalla Società Dante Alighieri, in programma a Roma (Piazza Firenze 27) fino a domani sul tema “L’italiano dell’Italia Unita”.

“In Italia si parla solo di un Risorgimento pieno di lacune, di contraddizioni e di distacco dalla coscienza popolare - ha spiegato Ferroni -. Questi elementi sono indiscutibili, ma altrettanto indiscutibile è il risultato positivo a cui ha condotto l’epoca risorgimentale: un’unità, una consapevolezza e un’identità nazionali importantissime per l’Italia nel contesto europeo e mondiale. La scuola dovrebbe ricominciare a raccontare il Risorgimento ai giovani: da un punto di vista narrativo ci sono episodi e accadimenti incredibili che sicuramente coinvolgerebbero gli studenti”.

All’intervento di Giulio Ferroni è seguito quello di Gabriele Pallotti, docente di Linguistica italiana presso l’Università di Modena-Reggio Emilia, che ha parlato di qualità e metodologia dell’insegnamento. “E’ necessario rendere comprensibile il contenuto di discipline importanti come la storia. Ci siamo mai chiesti perché gli studenti italiani imparano così poco? Forse per la difficoltà dei libri di testo. La storia in sé è un argomento avvincente ma spesso ci si trova davanti a muri linguistici insormontabili”. “Dobbiamo renderci conto - ha precisato Pallotti - che migliorare l’insegnamento agli stranieri significa migliorare l’insegnamento anche agli italiani”.

Nel pomeriggio, il laboratorio didattico “Letteratura italiana in una classe di italiano a stranieri”, curato da Alessandra Muzzi eVincenzo Morano, comitato di Siena della Società Dante Alighieri. (Inform)


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