ITALIANI ALL’ESTERO
I deputati del Pd Bucchino, Farina, Fedi, Garavini, Narducci
e Porta sull’intervento di Tremaglia nel dibattito di ieri alla Camera
“Un’occasione per unire di più tutti egli eletti all’estero,
al di là delle collocazioni parlamentari, nel difendere gli interessi di coloro
che siamo stati chiamati a rappresentare”
ROMA – “L’on.
Mirko Tremaglia ancora una volta ha avuto il coraggio della verità e della fedeltà
alla causa degli italiani all’estero. Al di là delle differenze politiche e
culturali che esistono tra noi, onore alla sua onestà intellettuale. Il suo
atto è, nello stesso tempo, una condanna all’azione di questo governo nel campo
delle politiche migratorie e un indiretto riconoscimento a quanto noi dell’opposizione
stiamo dicendo e facendo da ormai due anni”. Commentano così gli eletti all’estero
del Pd Gino Bucchino, Gianni Farina,
“In una giornata di grande mistificazione delle reali condizioni in cui versa la società italiana e dell’operato del governo Berlusconi per venirne fuori, - continua la nota - un atto di verità come quello di Tremaglia ha contribuito a diradare le nebbie e a guardare le cose per quelle che sono. E le azioni di questo governo verso gli italiani all’estero sono sotto gli occhi di tutti: tagli alla lingua e cultura italiana, tagli all’assistenza sociale degli anziani, tagli alla stampa italiana all’estero, tagli alla rete consolare, richiesta di somme erogate ai pensionati, minacce di espropri degli immobili posseduti in Italia, e via dicendo”.
“Noi che abbiamo
consumato ogni giorno di questa legislatura – proseguono gli eletti all’estero
del Pd - per cercare di porre un freno a questa devastazione, dovremmo essere
contenti di essere oggi meno soli. Invece siamo amareggiati per il fatto che
si sia determinato una situazione nella quale una persona stimabile si sia stata
costretta ad un gesto estremo, quello di votare contro la sua stessa maggioranza.
Grazie, dunque, ancora una volta all’on. Tremaglia. Dobbiamo assumere il suo
pronunciamento, tuttavia, non come un gesto estremo e simbolico ma come un’occasione
per unire di più tutti i rappresentanti degli eletti all’estero, al di là delle
schematiche collocazioni parlamentari, e di essere determinati e coraggiosi,
tutti, non solo gli esponenti dell’opposizione, nel difendere gli interessi
di coloro che siamo stati chiamati a rappresentare. (