QUIRINALE
Napolitano: “Rafforzare il sentimento dell’unità
nazionale nell’interesse dell’Italia e dell’Europa”
PARIGI - “Se il
rappresentare l'unità nazionale è la stella polare del ruolo che mi è stato
affidato dal Parlamento, è lì anche la ragione prima del mio impegno per le
celebrazioni del 150° anniversario dello Stato italiano”. Lo ha detto il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento all'École Normale Supérieure
di Parigi in occasione della presentazione del convegno “Cavour e la rivoluzione
diplomatica tra liberalismo e nazionalità” in programma per le celebrazioni
del 150° anniversario dell'unità d'Italia, ricordando che "
Napolitano ha apprezzato “le testimonianze che qui si colgono di un rinnovato fervore di studi sull'Italia del Risorgimento e dell'età liberale”, aggiungendo che “si tratta di prove importanti della forza che conservano e della sempre nuova linfa che diffondono le radici storiche del rapporto di vicinanza ideale e culturale tra l'Italia e la Francia”.
Il programma delle
celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia “impegna fortemente”
anche il presidente della Repubblica “a maggior ragione - ha sottolineato Napolitano
- in un periodo nel quale sul tema dell'unità nazionale pesano sia il persistere
e l'acuirsi di problemi reali rimasti irrisolti, sia il circolare di giudizi
sommari (in taluni casi, fino alla volgarità) sul processo che condusse alla
nascita del nostro Stato unitario e anche sul lungo percorso successivo, vissuto
dall'Italia da quel momento, da quel lontano
Per Giorgio Napolitano è necessario cogliere l'occasione, “attraverso un'opera di ampia chiarificazione, riproponendo e arricchendo le acquisizioni della cultura storica, e collegandovi una riflessione matura sulle tappe essenziali della successiva nostra vicenda nazionale, di un autentico esame di coscienza collettivo, che unisca gli italiani nel celebrare il momento fondativo del loro Stato nazionale”.
Le preoccupazioni del presidente della Repubblica “non nascono da timori di effettiva rottura dell'unità nazionale”. Quel che preoccupa è altro: “è il possibile oscurarsi della consapevolezza diffusa di un patrimonio storico comune, il tendenziale scadimento culturale del dibattito e della comunicazione. Quel che preoccupa è il seminare motivi di sterile conflittualità e di complessivo disorientamento in un paese che ha invece bisogno di confermare e rafforzare la fiducia in sé stesso e di veder crescere tra gli italiani il sentimento dell'unità: nell'interesse dell'Italia e nell'interesse dell'Europa".
“L'ininterrotto
impegno dell'Italia come paese costruttore di un'Europa sempre più integrata
- ha concluso Napolitano - è stato decisivo per affermare il ruolo storico e
garantire il progresso dell'Italia stessa e, nello stesso tempo, è stato prezioso
per far avanzare il processo che ha visto da 60 anni crescere e trasformarsi
il nostro Continente nel segno della democrazia. Su questa strada, lungo la
quale ci attendono ardue sfide e nuove opportunità, l'Italia potrà tanto meglio
procedere quanto più resterà saldamente unita sulle sue basi storiche e secondo
l'ispirazione della sua Carta costituzionale”. (