INFORM - N. 180 - 29 settembre 2010


RASSEGNA STAMPA

Su “la Repubblica” intervista al ministro degli Affari Esteri

Frattini: “Sviluppi drammatici il regime rischia l’isolamento”

 

ROMA - «Gli ultimi sviluppi che riguardano Sakineh sono drammatici». Così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato la commutazione della condanna alla donna iraniana in un'intervista a Repubblica Tv, nella quale ha parlato anche di Medio Oriente ed espulsioni Rom.

Quale sarà ora l'azione dell'Italia?

«Teheran si pronuncerà di nuovo tra due settimane, durante le quali bisognerà far comprendere all'Iran, anche attraverso la mobilitazione di tutti, che nell'eseguire la condanna si esporrà all'isolamento internazionale».

La politica dell'Italia nei confronti dell'Iran è stata in passato definita morbida, prevedete misure specifiche se Teheran non recederà?

«La posizione dell'Italia è chiarissima: siamo contro ogni condanna a morte, abbiamo visto con tristezza eseguire la sentenza di Teresa Lewis la scorsa settimana negli Stati Uniti, una democrazia ben diversa da quella iraniana. La vicenda di Sakineh è esemplare, ma purtroppo non è l'unica, per questo bisogna portare avanti iniziative comuni in sede Ue e Onu. Per quanto ci riguarda applichiamo con rigore le sanzioni all'Iran e abbiamo congelato ogni nuovo investimento nel Paese, ma siamo convinti sia necessario portare avanti il dialogo sul nucleare e sui diritti umani».

A proposito di dialogo, cosa prevede per i colloqui di pace in Medio Oriente?

«Abbiamo parlato con tutti gli interlocutori più importanti durante l'Assemblea generale Onu della scorsa settimana. Crediamo ci sia la possibilità di un esito positivo, ma ci vuole un segnale da parte di tutti e un attivismo maggiore dell'Europa. Abu Mazen l'ha dato decidendo di continuare il negoziato fino al vertice della Lega araba, tra sette giorni, nonostante il governo israeliano non abbia ancora prolungato la moratoria sulle costruzioni in Cisgiordania. Certo, la costruzione di nuovi insediamenti israeliani sarebbe sbagliata e rappresenterebbe un ostacolo perla pace».

Auspica un maggiore attivismo dell'Ue, ma perché l'Italia non si è pronunciata sulle espulsioni francesi dei Rom?

«La normativa europea prevede che un Paese membro possa rimpatriare anche un cittadino dell'Unione nel caso verifichi non ci sia reddito lecito di sussistenza, perciò la Francia non ha violato le leggi Ue». (Cristina Nadotti- “la Repubblica” del 29 settembre 2010)

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