INFORM - N.179 - 28 settembre 2010


QUIRINALE

Il capo dello Stato a Parigi

Napolitano: “Italia e Francia hanno la responsabilità storica di contribuire all’attuazione del Trattato di Lisbona”

Dalla Sorbonne il Dottorato honoris causa. “Cerco di servire il mio Paese e l'Europa, credendo profondamente nella causa dell’unità europea, così come in quel che accomuna Italia e Francia, le rende amiche e sodali, le sollecita a un più alto impegno comune”

 

ROMA -  “Un’Europa più forte e più unita può dare un grande contributo alla causa della pace e della giustizia”. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il pranzo offerto in suo onore a Palazzo del Lussemburgo dal presidente del Senato francese, Gérard Larcher.

Il capo dello Stato ha detto che “oggi la Francia e l'Italia, membri fondatori dell'Unione Europea, hanno la responsabilità storica di contribuire affinché l'Europa possa attuare il Trattato di Lisbona, rinforzandone la coesione e affermandosi come un fattore di stabilità e di prosperità sulla scena mondiale, come un protagonista della vita internazionale stessa anche in un contesto profondamente cambiato”.

Il presidente Napolitano ha sottolineato anche il ruolo che i Parlamenti nazionali devono avere per mettere in atto le innovazioni del nuovo Trattato europeo. Un ruolo “essenziale per la costruzione europea e l'applicazione del diritto comunitario, in stretto coordinamento con il Parlamento europeo”. “I parlamenti nazionali - ha aggiunto Napolitano - devono contribuire a rinforzare l'Unione, le sue politiche comuni, la sua politica estera e di sicurezza comune, il suo bilancio. Non c'e' altra scelta se l'Europa non vuole condannarsi ad un ruolo di fatto secondario sulla scena internazionale. Il partenariato franco italiano in seno all'Unione Europea può favorire – ha rimarcato - tale cammino”.

Oggi all’Università Sorbona Napolitano ha ricevuto il dottorato honoris causa. “La missione che i nostri due paesi sono chiamati ad adempiere nell'Europa e nel mondo d'oggi è una missione di arricchimento e di integrazione, di valorizzazione rinnovata e diffusa dei nostri rispettivi patrimoni storici e culturali e di superamento di chiusure ed egoismi nazionali, di rafforzamento deciso e conseguente dell'Unione che insieme con altri abbiamo fondato come Unione di Stati e di popoli”, ha detto il presidente della Repubblica in occasione della cerimonia di conferimento del dottorato

 “Questa - ha aggiunto il presidente Napolitano - è la visione nella quale ritrovarsi fianco a fianco Italia e Francia, questo è il rapporto che può saldarsi fra loro in quanto nazioni tra le più vicine, nel contesto europeo, per affinità di radici culturali e di percorsi storici. Affinità che si rivelarono e incisero fortemente anche nel percorso che condusse, 150 anni fa, l'Italia a unirsi e farsi Stato, con l'apporto determinante di ispirazioni ideali e di sostegni politici attinti in Francia”.

Il capo dello Stato ha ringraziato le rappresentanze accademiche  “per la generosa decisione di eleggermi docteur honoris causa, che fa tutt'uno con l'emozione che in me suscita l'essere accolto in una istituzione che come poche altre trasmette il senso di una comune appartenenza europea”. “L'attenzione che mi avete riservato - ha proseguito - e l'omaggio che mi avete reso, hanno a che fare col modo in cui ho cercato di intendere la politica e la cultura, e cerco oggi di servire il mio paese e l'Europa, credendo profondamente nella causa dell'unità europea, così come in quel che accomuna Italia e Francia, le rende amiche e sodali, le sollecita a un più alto impegno comune”.

“La Sorbonne - ha aggiunto il presidente Napolitano - ha rappresentato nei secoli, attraverso i rivolgimenti delle epoche che si succederono, un esempio splendido di capacità di durata e - ancora sul finire del XX secolo - di capacità di trasformazione”. “Ma ho voluto rappresentarvi la mia emozione nel ritrovare qui - ha proseguito - innanzitutto, le tracce della 'genesi', del formarsi di quella civiltà europea, di cui come italiani e francesi siamo tra i primi a sentirci figli ed eredi”.

Altro tema richiamato dal presidente della Repubblica “è quello del rapporto tra diversità e unità nel farsi e nel crescere dell'Europa e della sua cultura”, concetto che parte dalle parole di Lucien Febvre: 'L'unité européenne n'est pas l'uniformité: Dans l'histoire de l'Europe, le chapitre des dissemblances reste aussi important que celui des ressemblances'.

Il presidente ha poi ricordato “le parole lasciateci in anni recenti da un finissimo intellettuale, da un grande patriota polacco ed europeo, purtroppo scomparso, Bronislaw Geremek: 'La diversità delle culture nazionali resta la più ricca risorsa dell'Europa'. “Ed essa - ha affermato Napolitano - non si pone in contraddizione con la ricerca e l'individuazione di un nucleo comune di esperienze e valori europei in cui riconoscersi e da porre a base di una identità e solidarietà europee. Ecco dunque il giusto rapporto che bisogna saper sempre ri-creare”.(Inform)

 

 


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