QUIRINALE
Il capo dello Stato a Parigi
Napolitano: “Italia e Francia hanno la responsabilità
storica di contribuire all’attuazione del Trattato di Lisbona”
Dalla Sorbonne il Dottorato
honoris causa. “Cerco di servire il mio Paese e l'Europa, credendo profondamente
nella causa dell’unità europea, così come in quel che accomuna Italia e Francia,
le rende amiche e sodali, le sollecita a un più alto impegno comune”
ROMA - “Un’Europa più forte e più unita può dare
un grande contributo alla causa della pace e della giustizia”. Lo ha ricordato
il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il pranzo offerto
in suo onore a Palazzo del Lussemburgo dal presidente del Senato francese, Gérard
Larcher.
Il capo dello Stato ha detto che “oggi
Il presidente Napolitano ha sottolineato anche il ruolo
che i Parlamenti nazionali devono avere per mettere in atto le innovazioni del
nuovo Trattato europeo. Un ruolo “essenziale per la costruzione europea e l'applicazione
del diritto comunitario, in stretto coordinamento con il Parlamento europeo”.
“I parlamenti nazionali - ha aggiunto Napolitano - devono contribuire a rinforzare
l'Unione, le sue politiche comuni, la sua politica estera e di sicurezza comune,
il suo bilancio. Non c'e' altra scelta se l'Europa non vuole condannarsi ad
un ruolo di fatto secondario sulla scena internazionale. Il partenariato franco
italiano in seno all'Unione Europea può favorire – ha rimarcato - tale cammino”.
Oggi all’Università
Sorbona Napolitano ha ricevuto il dottorato honoris causa. “La missione che
i nostri due paesi sono chiamati ad adempiere nell'Europa e nel mondo d'oggi
è una missione di arricchimento e di integrazione, di valorizzazione rinnovata
e diffusa dei nostri rispettivi patrimoni storici e culturali e di superamento
di chiusure ed egoismi nazionali, di rafforzamento deciso e conseguente dell'Unione
che insieme con altri abbiamo fondato come Unione di Stati e di popoli”, ha
detto il presidente della Repubblica in occasione della cerimonia di conferimento
del dottorato
“Questa
- ha aggiunto il presidente Napolitano - è la visione nella quale ritrovarsi
fianco a fianco Italia e Francia, questo è il rapporto che può saldarsi fra
loro in quanto nazioni tra le più vicine, nel contesto europeo, per affinità
di radici culturali e di percorsi storici. Affinità che si rivelarono e incisero
fortemente anche nel percorso che condusse, 150 anni fa, l'Italia a unirsi e
farsi Stato, con l'apporto determinante di ispirazioni ideali e di sostegni
politici attinti in Francia”.
Il capo dello
Stato ha ringraziato le rappresentanze accademiche “per la generosa decisione
di eleggermi docteur honoris causa, che fa tutt'uno
con l'emozione che in me suscita l'essere accolto in una istituzione che come
poche altre trasmette il senso di una comune appartenenza europea”. “L'attenzione
che mi avete riservato - ha proseguito - e l'omaggio che mi avete reso, hanno
a che fare col modo in cui ho cercato di intendere la politica e la cultura,
e cerco oggi di servire il mio paese e l'Europa, credendo profondamente nella
causa dell'unità europea, così come in quel che accomuna Italia e Francia, le
rende amiche e sodali, le sollecita a un più alto impegno comune”.
“
Altro tema
richiamato dal presidente della Repubblica “è quello del rapporto tra diversità
e unità nel farsi e nel crescere dell'Europa e della sua cultura”, concetto
che parte dalle parole di Lucien Febvre:
'L'unité européenne n'est
pas l'uniformité: Dans l'histoire de l'Europe, le chapitre des dissemblances reste aussi important que celui des
ressemblances'.
Il presidente
ha poi ricordato “le parole lasciateci in anni recenti da un finissimo intellettuale,
da un grande patriota polacco ed europeo, purtroppo scomparso, Bronislaw
Geremek: 'La diversità delle culture nazionali resta
la più ricca risorsa dell'Europa'. “Ed essa - ha affermato Napolitano - non
si pone in contraddizione con la ricerca e l'individuazione di un nucleo comune
di esperienze e valori europei in cui riconoscersi e da porre a base di una
identità e solidarietà europee. Ecco dunque il giusto rapporto che bisogna saper
sempre ri-creare”.(