INFORM - N. 179 - 28 settembre 2010


SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI

Nell’ambito del corso di aggiornamento per docenti di italiano PLIDA

 “Necessario fare chiarezza sulla nostra storia risorgimentale”

L’intervento di Giuseppe Parlato, docente all’Università San Pio V, apre la seconda giornata dell’iniziativa sul tema “L’Italiano e l’Italia Unita”

 

ROMA – “Il problema da risolvere in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è legato alla necessità di fare chiarezza sulla storia risorgimentale”: con queste parole Giuseppe Parlato, docente di Storia contemporanea presso la Libera Università “San Pio V” di Roma, ha inaugurato oggi la seconda giornata di  lavori del XXII corso di aggiornamento PLIDA per docenti di italiano per stranieri promosso dalla Società Dante Alighieri.

Parlato ha ricordato come tale necessità derivi dalla stessa natura del percorso di unificazione nazionale: “l’Italia arriva tardi a un concetto di Stato, preceduto da quello di Nazione, anche se letteraria e non ancora politica. Quello delle culture politiche dell’Ottocento - ha proseguito Parlato - è un tema molto complesso, soprattutto se inserito nel delicato ambito delle celebrazioni del 2011. Dal secondo dopoguerra sono intervenuti vari fattori e si sono affermate culture che hanno depotenziato la memoria del Risorgimento e fatto crollare il concetto di Nazione. Quelle critiche accademiche oggi le ritroviamo a livello popolare, probabilmente a causa di discussioni basate su idee poco documentate”. “Da qui la necessità primaria – ha concluso il presidente della Fondazione Ugo Spirito, - di rivedere e di chiarire gli episodi e i significati risorgimentali”.

All’intervento di Parlato è seguito quello di Mario Cardona, docente di Glottodidattica presso l’Università di Bari, che ha parlato di emozioni e linguaggio, competenza lessicale e didattica della letteratura. “In quanto insegnanti abbiamo sempre a che fare con metodi e approcci, che spesso però si basano su indicazioni linguistiche passate - ha spiegato Cardona. - Dobbiamo comprendere che l’approccio non è riferito esclusivamente alla lingua: il compito dei docenti non è solo quello di insegnare un idioma, ma di formare persone che attraverso la lingua potranno interagire con il mondo divenendo cittadini europei”. “È necessario adeguare la didattica alle finalità da perseguire: per insegnare – ha concluso Cardona - non è sufficiente la competenza linguistica, ma serve anche e soprattutto una conoscenza antropologica e culturale”.Nel pomeriggio è in programma il laboratorio didattico “Una lente d’ingrandimento sul nuovo Piano dei corsi AUDA: prospettive didattiche”, tenuto da Costanza Menzinger, responsabile PLIDA per la Glottodidattica e docente all’Università Sapienza di Roma. Il corso si svolge a Roma, a Palazzo Firenze, sino al 1° ottobre. (Inform)


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