INFORM - N.178 - 27 settembre 2010


INTERVENTI

Eugenio Sangregorio (Pdl): Prepariamoci a governare senza secondi Fini: votiamo!

 

BUENOS AIRES - Insieme ai miei più stretti collaboratori, a militanti e simpatizzanti del PdL in Argentina, continuo ad osservare quanto accade in Italia a livello politico con grande attenzione. E pur sapendo che in politica non si può mai essere certi di niente fino all'ultimo momento, continuo a pensare che andare al voto anticipato sia l'unica soluzione possibile per mettere fine una volta per tutte a quanto sta accadendo all'interno del Popolo della Libertà, ma anche - ormai - fra le istituzioni italiane.

Sì, perchè se Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini sono rispettivamente fondatore e cofondatore del Popolo della Libertà (anche se ormai Fini è leader di un gruppo parlamentare tutto suo, quello di Futuro e Libertà), i due sono anche, rispettivamente, presidente del Consiglio dei ministri e presidente della Camera dei Deputati. Da uno scontro interno al partito di maggioranza, quindi, si è arrivati a sfiorare (solo sfiorare, per adesso, ma in futuro le cose potrebbero peggiorare se si dovesse andare avanti così) lo scontro istituzionale. Una situazione che all'Italia e agli italiani non porterebbe nulla di buono: si troverebbe, il Governo italiano, stretto fra gli ingranaggi parlamentari arrugginiti dal logorio e dell'instabilità dei finiani, che oggi dicono una cosa e domani dicono l'esatto contrario di quanto avevano affermato.

Questi finiani, o fliniani, chiamateli come volete, che sono stati eletti sotto il simbolo del PdL - Berlusconi presidente,  a un certo punto si sono svegliati e hanno capito, chissà come, di avere sbagliato tutto, che Berlusconi non li può rappresentare come leader, che il Popolo della Libertà non è il partito in cui vogliono crescere e fare politica. E così se ne sono andati, nessuno li ha cacciati: hanno deciso di creare un proprio gruppo parlamentare, sia alla Camera che al Senato, e hanno salutato il PdL. Non senza una certa arroganza, come se loro fossero più illuminati degli altri, come se loro fossero riusciti a guardare più avanti, come se solo loro potessero fare futuro. Beh, hanno sbagliato i loro calcoli, se pensavano di fare fuori Berlusconi con qualche sito web o inondando le agenzie di stampa con i loro velenosi comunicati.

La situazione politica che viviamo è sotto gli occhi di tutti. Fra coloro che sono rimasti fedeli a Berlusconi, e tanti sono gli ex aennini, la delusione è sempre più forte. Per questo, anche se, mi rendo conto, per alcuni rischio di sembrare noioso, non mi stanco di ripetere che solo le elezioni potranno fare chiarezza e decidere chi deve essere a governare questo Paese. Senza controcanto, senza continui distinguo. Senza Gianfranco Fini. (Eugenio Sangregorio*-Inform)

*Coordinatore PdL Argentina

 


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