MISSIONARI
ITALIANI ALL’ESTERO
Si è aperta la seconda edizione dell’evento organizzato da Provincia e Arcidiocesi
Sulle rotte del mondo: a Trento missionari trentini
in Asia e Oceania
Arcivescovo Bressan: “Dalle
loro testimonianze abbiamo molto da imparare”. Presidente Dellai:
“Giornate per riflettere su tema della convivenza fra diverse culture e religioni”
TRENTO - Si è aperta stamani sulle note di Rashmi Bhatt e Debipasad Ghosh, due musicisti indiani
maestri rispettivamente nell’uso della tabla (percussioni)
e del sarod (strumento a corde simile al sitar)
la seconda edizione della manifestazione “Sulle rotte del mondo”, dedicata quest’anno
ai missionari trentini in Asia e Oceania. Un evento molto atteso da tutto il Trentino, dopo
il successo dell'edizione dello scorso anno, dedicata ai missionari provenienti
dall'Africa. Quest'anno, al centro dell'attenzione sono i missionari che svolgono
il loro operato in Asia e Oceania: una cinquantina
in tutto, una trentina quelli giunto fino ad oggi in Trentino (v. anche
L’arcivescovo di
"Non siamo così numerosi come i missionari dall’Africa
giunti in Trentino lo scorso anno - ha detto a sua volta suor Rita Zamboni, nelle Filippine da 19 anni - e questo dato di per
sé è sintomo di una lontananza geografica, culturale e linguistica. L'Asia è
il Continente più popolato, culla di civiltà antichissime e delle grandi religioni
monoteiste. Un continente di povertà e ricchezza, che tuttavia coltiva il valore
dell’armonia e dove il sacro pervade la vita quotidiana, in ogni suo momento,
anche se dio è chiamato con nomi diversi e anche se qualche ideologia ha cercato
di cancellarlo. Oggi però ci sta riuscendo l’evoluzione tecnologica, che mette
in crisi i valori tradizionali senza cambiare le rigide divisioni in classi
sociali, che si riflettono fin dentro alle famiglie. I poveri sono moltissimi:
nelle Filippine il 60% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e il
10% emigra. Ma la banca dei poveri (
Tante insomma le contraddizioni, come ribadito dal professor
Saxena, nato in India, cresciuto fra Europa e Stati
Uniti, un vero e proprio cittadino del mondo, capace di muoversi a suo agio
sia sui territori delle cosiddette "scienze esatte" sia in quelli
che attengono più strettamente al confronto fra le culture e le religioni. Due
le coordinate lungo le quali ha sviluppato il suo intervento: il settarismo,
che oggi minaccia anche paesi in cui le diverse fedi hanno imparato - seppur
spesso faticosamente - a convivere già da molti secoli, e il cosmopolitismo,
come suo necessario antidoto, "senza però cancellare le culture locali,
piuttosto aprendo nuovi spazi per il confronto e il dialogo, per ampliare le
sinergie, per lottate con strumento nuovi contro la povertà. "
Infine il presidente della Provincia autonoma di Trento
Lorenzo Dellai: "Il Trentino - ha ammonito -
non deve considerarsi al centro del mondo; deve quindi evitare il rischio di
autoreferenzialità insito in un territorio come il nostro, piccolo e dotato
di una grande autonomia. Per questo sono importanti iniziative come Sulle rotte
del mondo. Esse possono aiutare anche il Trentino a trovare la sua rotta in
una stagione di grandi cambiamenti, di grandi trasformazioni strutturali, senz
achiuderci in difesa, come sta accadendo anche a civilissimi
paesi dell'antica Europa, cercando piuttosto di coniugare due parole molto importanti,
conoscenza e solidarietà. Conoscenza perché se non ci si sforza di conoscere,
di comprendere cosa sta accadendo dentro e fuori i nostri confini cresce la
paura, aumenta l’inquietudine. E specularmente solidarietà, perché se si conosce
si è anche più propensi a condividere e a dare il proprio contributo, conformemente
ad una tradizione che in Trentino ha radici antiche e profonde, e coinvolge
istituzioni, associazioni, semplici cittadini. Nella giornata dell’Autonomia,
il 5 settembre scorso, abbiamo non a caso dedicato la prima edizione del premio
speciale istituito per quella celebrazione a Carlo Spagnolli,
medico da anni in Africa; attraverso la sua figura abbiamo voluto dare un riconoscimento
ai tanti trentin e trentine, religiosi e laici, che
portano nel mondo questi nostri valori. Le giornate delle Rotte possono aiutarci
inoltre a riflettere sul tema della convivenza fra diverse culture e religioni,
posto che anche la nostra è ormai, a tutti gli effetti, una società pienamente
plurale." (m.p./