RASSEGNA STAMPA
Sul “Messaggero” del 26 settembre un articolo del ministro
degli Affari Esteri
Frattini: “Violenze
sulle donne, l’impegno dell’Italia sui fronti caldi del mondo”
ROMA - La tutela della donna ed il rafforzamento a livello mondiale del suo determinante ruolo sociale passa necessariamente per la concreta protezione dei suoi diritti. Prima di tutto, il diritto di non essere sottoposti a violenza.
L'Italia è da sempre stata particolarmente attiva con una serie di iniziative e progetti volti a prevenire e combattere la violenza contro le donne. Io stesso sono personalmente impegnato come membro della “rete di uomini leader”, lanciata l'anno scorso dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, nell'ambito della campagna Unite to end violence against women, rete della quale sono onorato di essere stato invitato a fame parte.
Una delle principali priorità del governo italiano nella tutela e promozione dei diritti umani nel mondo, e delle donne in particolare, è quella di combattere e prevenire le Mutilazioni genitali femminili (Mgf). Si tratta di una pratica purtroppo ancora radicata in varie parti del mondo. In Africa, alcune culture tradizionali la ritengono vantaggiosa per le donne e le loro famiglie, nella convinzione che garantisca alle ragazze un buon matrimonio e promuova la castità e l'onore della famiglia. Altri Paesi in Europa, che un tempo ignoravano tale pratica, hanno imparato a conoscerla negli ultimi anni.
Sin dagli anni
Siamo ansiosi di rafforzare il nostro partenariato globale su questo tema. La sfida è enorme e richiede un approccio globale e una vasta gamma di strategie per affrontarla in maniera efficace. Un elemento fondamentale per guidare la nostra azione è capire le dinamiche sociali e culturali legate alla Mgf, elemento chiave per qualsiasi strategia volta a combatterla. Non è sufficiente limitarsi a vietare certi comportamenti per legge: dobbiamo andare alla radice del problema puntando su azioni concrete, in particolare nel campo dell'istruzione e facendo ricorso a campagne di sensibilizzazione.
Vorrei chiarire che non c'è paternalismo nel nostro atteggiamento né volontà alcuna di imporre degli standard occidentali in culture tradizionali. Il nostro metodo, il metodo italiano è di sostenere la ownership africana di questa iniziativa e di rafforzare un processo che in Africa è iniziato da sé molto tempo fa.
Dobbiamo trarre vantaggio dalle diverse iniziative internazionali che, nell'ultimo anno. il governo italiano e organizzazioni non governative italiane hanno in alcuni casi promosso e organizzato, in altri, sostenuto attivamente.
Crediamo sia giunto
il momento di presentare una risoluzione ad hoc sulle Mgf in questa sessione
dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ho co-presieduto nei giorni scorsi
a New York insieme all'Egitto una riunione cui molti ministri di Paesi africani
ed europei hanno partecipato, insieme ad agenzie dell'Onu. Si è concordato di
presentare una risoluzione comune per la messa al bando delle Mgf che vogliamo
presentare nei prossimi mesi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Abbiamo
anche dato mandato ai Rappresentanti permanenti a New York dei nostri rispettivi
Paesi di predisporre il testo e di attivarsi per allargare il consenso ad un
numero sempre maggiore di Paesi. Non sarà facile, ma l'importanza della posta
in palio vale il nostro impegno. Sarebbe la prima volta che l'organismo supremo
delle Nazioni Unite si esprime
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