REFERENDUM IN SVIZZERA
Approvata la revisione della legge federale
sull’assicurazione disoccupazione
Robbiani (OCST):
“Questa revisione fa pagare in modo sproporzionato coloro che in realtà non
sono responsabili dello stato di salute dell’assicurazione”
LUGANO - Il referendum, cui ha partecipato complessivamente solo il 35% degli aventi diritto, tenutosi questo fine settimana in Svizzera per la revisione della legge federale sull’assicurazione disoccupazione (LADI) è stata approvato dal 53,39% della popolazione, ma ha fatto emergere una spaccatura tra i Cantoni di lingua tedesca e quelli cosiddetti “latini”. Lo spiega in una nota l’ufficio Frontalieri dell’Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese (OCST).
Infatti il Ticino ha bocciato la modifica che prevede un aumento delle trattenute salariali e una riduzione delle prestazioni, con un tasso di contrari del 58,00%, Il Giura l’ha respinta con una proporzione di «no» del 75,98% . Chiara opposizione anche a Neuchâtel (67.80%, Ginevra (60.47% ma anche Vaud (55.62), Friburgo (55,59%) e Vallese (55,31%). Ad eccezione di Basilea Città, dov’è stato respinto di misura con il 50,44% di contrari, il testo è stato approvato da tutti i cantoni svizzero tedeschi”.
“Anche i lavoratori frontalieri – spiega la nota - saranno chiamati a versare premi maggiori, ma fortunatamente la revisione non tocca le indennità per la disoccupazione parziale e le intemperie: cioè le uniche prestazioni di cui questi lavoratori possono usufruire in Svizzera. Si può dire che l’opposizione alla revisione è stata particolarmente forte nei cantoni in cui vi sono più persone senza un lavoro. Lo scontro è stato tra i fautori del risanamento dell’assicurazione contro la disoccupazione, che ha raggiunto un indebitamento di sette miliardi di franchi e che dovrebbe permettere di ritrovare l’equilibrio finanziario entro 17 anni aumentando le trattenute sui salari dal 2 al 2.2% e tagliando le prestazioni e coloro che, consci della critica situazione occupazionale volevano evitare che gli assicurati, ed in particolare i giovani, dovessero versare più contributi e beneficiare di minori indennità”.
“Questa revisione
– afferma il segretario cantonale OCST e consigliere nazionale Meinrado Robbiani
- fa pagare in modo sproporzionato coloro che in realtà non sono responsabili
dello stato di salute dell’assicurazione. Il timore che i Cantoni meno toccati
dalla disoccupazione potessero far pendere la bilancia in favore dell’accettazione
si è purtroppo verificato, visto che i Cantoni più colpiti rimangono minoritari.
E purtroppo questo meccanismo di risanamento, previsto su un periodo prolungato,
rischia di ridurre i margini di manovra in caso di nuovi periodi di bassa congiuntura”.
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